L’AQUILA – “Non vi è dubbio che le riflessioni del dott. Grimaldi sulla necessità di un nuovo ospedale a L’Aquila, pongono un problema serio: i costi della struttura sono insopportabili, rispetto a quelli di un monoblocco, per non parlare poi della falda sismica che lo attraversa e che ha prodotto danni, per la verità non così drammatici come per altre strutture pubbliche”.

A seguito dell’intervista ad Abruzzoweb di Alessandro Grimaldi primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e capo dipartimento medicina della Asl provinciale, ad intervenire è l’ex direttore generale della Asl dell’Aquila, Roberto Marzetti, dal  2006 al 2009.

“Si era posto il problema di cosa fare dopo il terremoto e, forse, si potevano utilizzare in questo senso i 47 milioni dell’assicurazione, se non fossero  finiti nel  buco senza fine della sanità regionale. Una spoliazione contro L’Aquila che, con la scusa dell’unificazione delle Asl sub provinciali, ha finito per ripianare i buchi di altre strutture, quanto, invece, almeno per il 2009, bisognava tenere separati i bilanci facendo risaltare le disponibilità finanziarie della Asl aquilana. Infatti l’unificazione delle due asl partiva solo dal 2010”.

Allora però “non si sviluppò un dibattito sul nuovo ospedale poiché erano in atto tentativi di trasferire la facoltà di medicina e quasi tutti i reparti ospedalieri in altre strutture regionali e laziali: così la difesa dell’esistente divenne strategica per evitare la perdita di funzioni importanti per la Città.  Prima del terremoto c’erano stati due tentativi per contenere i costi: la cogenerazione, la cui delibera del mio predecessore andava rivisitata per l’enormità dei costi e lo studio per un impianto di fotovoltaico, vista l’estensione dei tetti. Tuttavia lo  studio preliminare sollevava delle perplessità sui reali vantaggi ottenibili dal fotovoltaico a causa delle basse temperature in buona parte dell’anno a L’Aquila. Il terremoto, ovviamente, ha bloccato tutto così come la sostituzione di tutte le lampade ad alto  consumo energetico con altre di più recente costruzione, operazione finanziabile con il risparmio ottenuto per alcuni anni”.