AVEZZANO – Sono 12 le cordate di studi  professionali in gara per realizzare il progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo ospedale di Avezzano (L’Aquila) da oltre 84 milioni di euro, da realizzare con una originale formula di project financing, e che dovrà sorgere al fianco del vecchio e insicuro San Filippo e Nicola.

Il tutto non prima il 2024, secondo le stime.

Il 31 maggio scorso, con firma del responsabile unico del procedimento della Asl, Stefano Filauri, è stato licenziato il provvedimento di ammissione dei concorrenti che hanno i requisiti amministrativi a posto, e che avevano partecipato al bando, dal valore di 900 mila euro, indetto a dicembre 2018 e chiuso il 15 febbraio 2019.

Quello di Avezzano è solo uno dei project financing che interessano l’Abruzzo.

Del resto il partenariato pubblico-privato è stato un vero è proprio pallino dell’ex presidente del Pd, e ora senatore Luciano D’Alfonso. L’unico modo, dal suo punto di vista e di molti, per una regione senza soldi, di  costruire ospedali sicuri sismicamente e all’avanguardia. 

Un passo decisivo verso lo smantellamento della sanità pubblica a tutto vantaggio dei privati con un alto rischio di indebitamento per le casse regionali e delle stesse Asl, secondo altri. Altri project riguardano l’ospedale di Chieti, quello allo stato più avanzato e più urgente, proposto dai veneti della Maltauro e dai lombardi Nocivelli, per sostituire l’insicuro Santissima Annunziata, e l’ospedale di Teramo, proposto dalla Pizzarotti di Parma. 

Ci sono poi quelli, in alto mare dal punto di vista procedurale, praticamente alla fase degli annunci, per gli ospedali dell’Aquila, di Vasto, Giulianova e Lanciano. 

Per ora, la nuova maggioranza di centrodestra che ha trionfato alle elezioni del 10 febbraio scorso, non si è pronunciata in maniera definitiva ed ufficiale: Marco Marsilio e soci stanno approfondendo la complessa questione ed in questo senso una riflessione più attendibile ci sarà con la nomina dei nuovi direttori generali dell’Aquila e di Chieti e del capo Dipartimento della sanità regionale previsti nelle prossime settimane. Guarda caso, proprio i due dg che si troveranno a gestire le pratiche per Avezzano e Chieti. Per l’ospedale marsicano c’è stato il parere favorevole dell’assessore al ramo, la leghista Nicoletta Verì. 

Per questa struttura, si è seguita una strada diversa rispetto ad esempio all’ospedale di Chieti, dove è il privato a proporre di sobbarcarsi il costo della realizzazione per poi rifarsi con la gestione trentennale di parte dei servizi.

Per Avezzano il costo dell’intervento sarà di 83 milioni e 676 mila euro, di cui 34 milioni a carico dello Stato, 1,5 milioni a carico della Regione e 48 milioni derivanti da capitale privato. 

Un’iniziativa nata, dopo anni di gestazione, a fine legislatura del centro sinistra, ma che ora ha avuto la benedizione dell’assessore alla sanità Nicoletta Verì, che pochi giorni fa ha visitato l’attuale struttura, cominciata a costruire negli anni ’60 e terminata nel 1984, oramai inadeguata dal punto di vista logistico, e con seri problemi di tenuta sismica. Auspicando che l’iter di gara si concluda nel più breve tempo possibile. 

Verì ha intanto promesso fondi per ristrutturazione dell’esistente, attingendo alle risorse ex articolo 20 sull’edilizia sanitaria, fermi da tempo al ministero della Salute e non ancora utilizzati. 

“Non possiamo fare tutto e subito, ma gradualmente e con l’impegno di tutti si può migliorare la situazione”, ha detto Verì, che poi assieme consigliere regionale Simone Angelosante, il direttore facente funzione della Asl, Simonetta Santini e il direttore sanitario di presidio, Lora Cipollone, ha tenuto una riunione per fare il punto sulle tempistiche di realizzazione del nuovo plesso. Che inutile farsi illusioni non potrà completato, prima del 2024. 

Il nuovo ospedale sarà costruito in un’area di circa 60.000 metri quadrati, vicina all’attuale presidio, non distante dalla caserma dei vigili del fuoco, di cui 31.920 metri quadri saranno di effettiva superficie ospedaliera. I posti letto saranno 228 (come gli attuali), ripartiti tra 13 unità operative semplici e 16 complesse. 

L’opera sarà di moderna concezione architettonica, stando al progetto, e darà ampie garanzie di sicurezza in virtù dei rigidi criteri antisismici con cui verrà realizzata. Aspetto fondamentale, quest’ultimo, viste le carenze dell’attuale struttura in fatto di sicurezza, con indici di vulnerabilità sismica allarmanti in alcune ali (l’ospedale fu aperto nel marzo 1985 dopo un travagliato iter realizzativo). Oltre alla parte squisitamente strutturale, il futuro presidio della Marsica sarà dotato di tecnologie di ultima generazione e di spazi adeguati per la mobilità esterna.

Un altro pianeta, rispetto al glorioso ma vecchio San Filippo e Nicola. 

Tanto che il presidente della Regione, Marco Marsilio, lo ha definito in campagna elettorale, “il più pericoloso in Italia per la sua struttura”, garantendo anche lui il completo rifacimento. 

Una dichiarazione molto dura che aveva suscitato clamore e allarme da parte della popolazione. Ma del resto una relazione tecnica commissionata dalla Asl nel 2009 Studio Kr e associati Srl, ha asserito che un indicatore di rischio inferiore allo 0,2 e quindi di una struttura ad alto rischio collasso in caso di forti terremoti.

ll padre di tutti i project è però quello del Santissima Annunziata di Chieti, intorno a cui si è scatenato un duro scontro politico. 

Dopo un iter durato anni, il progetto, presentato nel 2014 al termine del mandato dell’esecutivo di centrodestra del presidente, Gianni Chiodi, ha ricevuto il provvedimento della pubblica utilità nella scorsa estate da parte della Giunta regionale che aveva avocato a sé dopo le mancate risposte da parte della Asl di Chieti rispetto alla proposta del nuovo policlinico, presentato dal raggruppamento di imprese composto dai veneti della Maltauro, colosso del settore, e Nocivelli e Finanza. Ora, proprio la Asl teatina dovrà avviare le procedure per la gara di appalto comunitaria.

Si tratta di una opera considerata innovativa e all’avanguardia dal costo di 118 milioni e 800 mila euro, a carico del privato, dotato di 498 posti, e di nuovi padiglioni rispetto al vecchio Santissima Annunziata insicuro sismicamente, che sarà in parte abbattuto, in parte ristrutturato. Il privato ci metterà i soldi per la realizzazione, incasserà per 25 anni e mezzo un canone di locazione (il cosiddetto canone di disponibilità) fissato a base d’asta in 12 milioni e 270 mila euro e un canone per la concessione di servizi, la cui base d’asta è invece fissata a 9 milioni 580 mila euro.

Sommando i canoni, il costo complessivo finale del nuovo presidio teatino arriva a 285 milioni di euro, soggetto in ogni caso a una percentuale di ribasso d’asta che lo comprimerà ulteriormente. 

L’accelerazione un anno fa quando la Regione ha avocato a sé la pratica, estromettendo la Asl teatina, e ha poi a seguito di una fitta interlocuzione con Maltauro e Nocivelli e finanza che si è conclusa con la dichiarazione di pubblica utilità. Sarà la Asl a gestire tutte le procedure di gara nella quale i proponenti avranno un diritto di prelazione.

Il punto è che il centrosinistra a febbraio ha perso le elezioni, e tra gli esponenti di spicco della maggioranza di centrodestra c’è Mauro Febbo di Forza Italia, ora assessore alle Attività produttive, contrarissimo al project, al pari del Movimento 5 stelle, che governa il Paese assieme alla Lega. 

Per quanto riguarda Teramo a marzo la Asl ha avviato l’iter per la verifica della fattibilità della proposta di project financing per la costruzione del nuovo ospedale di Piano d’Accio (Teramo): un’opera di un valore di circa 250 milioni, per 600 posti letto. 

È stato costituito il gruppo di lavoro che studierà l’unica proposta arrivata finora, presentata da una storica impresa edile, la “Pizzarotti” di Parma, fondata nel 1910 da Gino Pizzarotti. 

La struttura, che risponderà a tutti i nuovi criteri anche in termini di sicurezza, antincendio e antisismico, dovrebbe prendere il posto dell’ospedale “Giuseppe Mazzini” di Teramo. Ma anche qui è forte è lo scontro politico sulla localizzazione.

OSPEDALE AVEZZANO: I CONCORRENTI IN GARA PER LA PROGETTAZIONE
 
1)R.T.I. composto da: L+ Partners S.r.l. (mandataria), Tonelli Ingegneria S.r.l. (mandante), Tekser S.r.l. AGM Project Consulting S.r.l. EY Advisory S.p.A. (mandante), Studio Legale Tributario Aureli Soil S.r.l.

2) R.T.I. composto da: Binini Partners S.r.l. (mandataria), Distretto Tecnologico Trentino S.c.a r.l., Ing. Maria Vittoria Tagliaferri Prof. Roberto Moro Visconti, Avv. Sergio Massimiliano Sambri
 
3) R.T.I. composto da: STEAM S.r.l. (mandataria), Promedia S.r.l. Geol. Giorgio Di Ventura SINLOC – Sistema Iniziative Locali S.p.A., Avv. Antonio Finocchiaro 
 
4) R.T.I. INAR S.r.l. (mandataria), Greenwich S.r.l. (mandante), Ing. Carlo Caroli (mandante), Arch. Francesco Ruperto (mandante); 
 
5) R.T.I. CSPE S.r.l. (mandataria), Hospital Consulting S.p.A. Studio Technè S.r.l. Mascolo Ingegneria S.r.l. (mandante), Geol. Gaudenzio Leonardis (mandante); 
 
6) R.T.I. Studio Altieri S.p.A., GPA S.r.l., Società Italiana Servizi S.r.l., Geol. Gianni Focardi, Ing. Luca Vecchiato 
 
7) R.T.I. composto da: Polistudio A.E.S. S.r.l. STIEM Engineering Soc. coop. a r.l. , Geol. Giuseppe Giannascoli 
 
8) R.T.I. E.T.S. S.p.A., RPA S.r.l., Quality Engineering S.r.l. 
 
9) RTI : 3T1 Progetti Italia – Ingegneria Integrata S.p.A. OBR S.r.l. Ing. Catasti & Partners 
 
10) R.T.I. Barretta & Partners S.r.l. (mandataria), TFE Ingegneria S.r.l. Geol. Giovanni Di Maio Arch. Giulia Pentella 
 
11) R.L.I. SD Partners S.r.l., HUB Engineering Consorzio Stabile S.c.a r.l. Dott. Maurizio Mauri Dott. Eros Organni Av. Maria Teresa Grassi (mandante), Arch. Carlotta Cocco (mandante); 
 
12) R.T.I. T.H.E.M.A. S.r.l. (mandataria), Arch. Damiano Chiarini, Geol. L. Tondi