CARPINETO DELLA NORA – Istituire una nuova Riserva naturale a Carpineto della Nora (Pescara) per rispondere alla crisi delle aree interne e valorizzarne il territorio.
Questa la proposta dell’amministrazione comunale portata all’attenzione dei cittadini lunedì scorso in un’assemblea publbica molto animata, che ha già diviso la popolazione in due fronti: favorevoli e contrari.
La minoranza in Consiglio comunale non ci sta, e accusa il sindaco Donatella Rosini, promotrice della proposta, di non volere il bene della cittadinanza, lei si dichiara pronta a un passo indietro, ma solo se richiesto e votato dai cittadini.
“La mia idea non vuole assolutamente essere di ostacolo alla crescita del comune – spiega la Rosini ad AbruzzoWeb – ma deve essere guardata in prospettiva turistica futura: si parla sempre della valorizzazione delle aree interne, ma nella pratica nessuno fa nulla, lasciando a noi sindaci l’arduo compito di creare attrattive per risollevare un’economia che sta morendo”.
A spaventare i cittadini contrari a tale proposta, appoggiati da alcuni consiglieri di minoranza, Pierluigi Silvestri, Massimiliano Di Rito e Mauro Palanca, della lista civica “Per Carpineto”, e anche dal Cospa Abruzzo, l’organizzazione di categoria degli allevatori, gli ulteriori vincoli che verrebbero a crearsi che porterebbero, secondo il loro parere, ad un ulteriore spopolamento dell’area.
Il territorio della Riserva, è localizzato per alcuni ettari nelle falde meridionali del Monte Fiore, nel massiccio montuoso del Gran Sasso pescarese: la parte più alta del territorio comunale ricade nel Parco Gran Sasso e Monti della Laga, nonché nella riserva naturale del Voltigno-Val d’Angri: “Abbiamo già una riserva naturale – sottolinea Silvestri – altri vincoli sarebbero soltanto dannosi per il nostro Comune; si potrebbe pensare di valorizzare la riserva già esistente, invece di crearne un’altra”.
Il documento che riporta la proposta dell’amministrazione sottolinea l’abbondante presenza di boschi di carpino nel territorio che, rientrando in una fascia tra i 600 e i 1.400 metri di altitudine, comprende sia l’ambiente collinare che quello montano, all’interno dei quali è presente una ricca varietà floristica e faunistica: boschi caducifogli, vegetazione delle rupi assolate, pascoli aridi, vegetazione ripariale lungo il fiume Nora, cervi, volpi, cinghiali, tassi, lupi faine, donnole, puzzole e caprioli.
Chi è a sostegno del “no” imputa al tecnico che ha redatto il documento, di aver omesso una varietà di pianta millenaria originaria del posto: l’olivo carpinetana.
“La specie vegeta fin oltre i 700 metri di altezza dove, grazie al clima particolare, è esente da malattie classiche dell’olivo, mosca inclusa. È quindi una pianta rustica, molto ben acclimatata nel suo areale di coltivazione tipico – sottolinea il comitato spontaneo degli allevatori Cospa – Con l’istituzione della riserva, gli alberi saranno in pericolo con il proliferare incontrollato dei caprioli e dei cervi come avviene in tutte le aree protette in base alla Legge 394 del 1991”.
Sarebbe, invece, un “massacro” secondo il consigliere Silvestri: “Il paese è fatto da tante piccole attività in crisi, se poniamo altri vincoli sono destinate a chiudere, la grande distribuzione le ha già messe in difficoltà, con questa proposta li condanniamo”.
Anche sulla riunione informativa con i cittadini le posizioni sono differenti: il sindaco spiega che, da parte sua, c’è stata la “massima trasparenza nel coinvolgere nella scelta la popolazione, presentando un progetto ancora in fase embrionale. Se i cittadini non saranno d’accordo – dichiara – sono pronta a fare un passo indietro”.
Dall’altra parte Silvestri che si attribuisce la convocazione popolare sostiene che “se non avessi richiesto espressamente la riunione l’amministrazione sarebbe andata avanti senza informare i cittadini e senza chiedere il loro parere. Noi ci opporremo in tutte le sedi: faremo ricorso al Tribunale amministrativo regionale, qualora servisse istituiremo un referendum o una raccolta firme”.
Una visione diametralmente opposta quella del sindaco: “Siamo in un’area montana che non ha altri tipi di risorse, i giovani vanno via, il lavoro non c’è, gli allevatori invecchiano e senza un ricambio generazionale, l’attività è destinata all’estinzione. Si rende necessario, in quest’ottica, creare possibilità nuove e con l’istituzione della riserva – assicura la Rosini – arriverebbero finanziamenti per le stesse attività e per i residenti”.





