L’AQUILA – La legge sulla Nuova Pescara passa in Consiglio regionale, dopo l’approvazione all’unanimità della Commissione bilancio nei giorni scorsi: la fusione tra il capoluogo adriatico, Spoltore e Montesilvano, che è prevista a partire dal primo gennaio 2021, anche se i tecnicismi relativi a tempi e modi la faranno slittare al 2024.

“Abbiamo sancito la peculiarità di queste due città: L’Aquila in quanto capoluogo di regione, Nuova Pescara come frutto della prima fusione tra Comuni. Abbiamo provveduto a fornire a L’Aquila un supplemento di strumenti per essere pienamente città capoluogo di regione, e abbiamo creato le basi affinché la Nuova Pescara abbia strutture per migliorare il proprio benessere non attraverso l’ingrandimento dei confini ma con la qualità delle relazioni”, ha commentato in una nota il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

REAZIONI

“È un grande giorno. Finalmente approvata la legge sulla fusione dei tre comuni Pescara, Montesilvano e Spoltore che da seguito al referendum in cui i cittadini delle tre città hanno espresso la volontà di appartenere ad un unico grande centro urbano.  Un risultato di cui rivendico con orgoglio gran parte del merito. La politica ha dato seguito ad una richiesta popolare e quindi è una grande vittoria per la democrazia”.

Questo il commento del consigliere Riccardo Mercante che oggi è intervenuto in aula durante la discussione per l’approvazione della legge.

“In questi 4 anni – continua – dal giorno di presentazione del primo testo di legge a firma del sottoscritto (4 Ottobre 2014 ) Certo, si sono dovuti aspettare 4 anni per permettere alla maggioranza di fare ciò che il M5S aveva fatto già nell’ottobre 2014, la maggioranza D’alfonsiana porta dietro la responsabilità di aver bruciato 4 anni, ma alla fine vista la portata del provvedimento possiamo dire “meglio tardi che mai!”. 

“I vantaggi e i benefici della Nuova Pescara sono ormai chiari a tutti – incalza Mercante – tranne a qualche guerriero  distratto che probabilmente per tutelare la propria carriera politica fa finta di non sapere  che la guerra è finita il 25 maggio 2014 quando i cittadini liberi hanno scelto tramite referendum. Nuova Pescara vuol dire guardare ai prossimi cent’anni. Vuol dire avere  un polo metropolitano capace di competere nel medio adriatico con grandi città come Bari ed Ancona. Vuol dire rilanciare un’ intera regione, la fascia costiera, ma anche l’entroterra abruzzese. Vuol dire  tagli agli sprechi, ai doppioni, agli apparati inutili e ai costi della politica. Tutto questo si traduce con un’attenta gestione della nuova città in una riduzione di tributi e riduzione di tasse a beneficio di tutti i cittadini dei tre comuni. Oggi viene scritta una pagina di storia non solo per l’Abruzzo ma per l’Intera Nazione”, conclude.

“Con l’approvazione unanime odierna della legge istitutiva della Nuova Pescara, partono le procedure per valutare la reale fattibilità di quello che è un sogno, che è il ‘buttare il cuore oltre l’ostacolo’. Abbiamo un grande rammarico per l’enorme ritardo con cui siamo arrivati alla giornata odierna: oggi sarebbe stato meglio arrivare e dire ai cittadini ‘la fusione la facciamo o non la facciamo’, e invece oggi possiamo dire solo ‘vediamo se è fattibile’. Sicuramente dovremo affrontare il percorso convincendo i tre Comuni, Pescara, Spoltore e Montesilvano, che tutti avranno pari dignità, che nessuno resterà indietro e piuttosto insieme dovremo trascinare l’intero Abruzzo e riavvicinarci a quelle regioni che hanno un PIL di rispetto senza campanile, perché di campanile si muore”. Lo ha detto il  Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri nel proprio intervento prima del voto favorevole alla proposta di legge istitutiva della città di Nuova Pescara tramite la fusione dei tre comuni.