CASTELVECCHIO SUBEQUO – “In merito al recente dibattito aperto dal progetto presentato da Strada dei Parchi spa per ridurre i tempi di percorrenza tra Roma e Pescara attraverso la realizzazione sulla autostrada A25 di 7 gallerie, si esprimano anche gli amministratori della Valle Subequana. Castelvecchio Subequo faccia la propria parte anche nel prossimo Consiglio comunale richiesto dai consiglieri di minoranza dove chiediamo venga portata in discussione anche questa problematica facendosi carico di creare una voce unica e altrettanto forte per poter rappresentare le proprie istanze anche al di là delle scelte in questione”.

Lo dice Andrea Padovani, consigliere comunale di Castelvecchio Subequo (L’Aquila).

“Non è possibile che passano sopra la nostra testa come se nulla fosse i progetti della A25, come pure quello di terzo casello o i lavori per ammodernare il tratto di statale 17 da Barisciano a Bussi senza che il nostro territorio faccia parte attivamente di questo progetto di ridefinizione complessiva di assetto del territorio regionale”, aggiunge.

“Altresì si faccia chiarezza una volta per tutte da che parte stare, su quali risorse puntare, in un territorio che ha visto pochi interventi strategici attuati da parte del Governo e della Regione”.

“Anche la mancanza di potenziamento delle linee ferroviarie, a parte la recente messa in utilizzo dei treni Swing tra Sulmona e L’Aquila, – continua Padovani – indebolisce ulteriormente la situazione dal punto di vista infrastrutturale, sperando che il bypass ferroviario su Sulmona per andare in treno dall’Aquila a Pescara non tagli ulteriormente le stazioni dei comuni della Valle Subequana”.

“Se a tutto questo aggiungiamo da una parte la ‘liquidazione’ delle Comunità Montane e dall’altra i commissarimenti perenni del Parco Sirente Velino ci si dica cosa si intende fare con questo territorio”.

“Occorre dunque aprire prima possibile un tavolo di discussione per investimenti che hanno una ricaduta effettiva e certa sui territori della nostra Valle – aggiunge – per potenziare la domanda di turismo naturale e culturale per essere competitivi con le altre realtà, non si riduca il tutto a scelte di campo e a discussioni sterili ma si lavori  per mettere in rete non solo le strade ma anche i nostri borghi, le nostre emergenze storiche e naturali la nostra cultura con tutto quello che ha conservato fino ad oggi”.

“Per concludere noi chiediamo e vogliamo essere protagonisti per la costruzione e la promozione, come anche per la tutela del nostro ‘paesaggio culturale’, il tutto inteso come valorizzazione delle nostre comunità nei processi di trasformazione del territorio stesso in cui si conservano le identità ma ci si possa confrontare con le culture appartenenti a territori, regioni e nazioni diverse”.