PESCARA – “Noi vediamo di Valentina il talento acquatico, che è la prima cosa che emerge: da qui a costruire, per dire, che diventa la Pellegrini, lei ha i presupposti per poterlo fare, ma c’è un percorso lento e lungo che inesorabilmente dovrà portarla a competere a livello internazionale nel tempo, perché poi ci sono alti e bassi. Adesso lei non ha conosciuto bassi, ma inevitabilmente nella carriera di un’atleta questi ci saranno”.
A parlare è il direttore generale di Aquaniene e socio del Cc Aniene, Gianni Nagni, interpellato in occasione del premio Fin Abruzzo 2021 per il nuoto assegnato a Valentina Procaccini, classe 2008, di Montesilvano, trasferitasi da un anno e mezzo a Roma al Cc Aniene per coltivare il suo sogno di diventare una campionessa di nuoto.
Nei giorni scorsi la Procaccini ha fatto registrare il record italiano di categoria Ragazzi nei 400 stile libero con 4’12”48, mentre negli 800 stile libero con 8’35”29 ha fatto registrare la terza prestazione mondiale di tutti i tempi della categoria Ragazzi e il decimo tempo assoluto italiano
“Non ne conosco uno di atleta che non li abbia avuti – spiega Nagni all’Ansa – senza volerle augurare niente di male. E lì bisognerà vedere lei come reagirà: da lì si capiranno tante cose, da lì si capisce il carattere, e non è detto che poi succeda una volta sola. La Pellegrini, che è stata nostra atleta fino a qualche mese fa, ha avuto alti e bassi nella sua lunga carriera però ha un carattere talmente importante e una testa per l’allenamento che l’hanno portata poi a ritornare a essere sempre più forte di prima. Altre atlete che io mi ricordo molto talentuose e altrettanto talentuose non ci sono riuscite. La famiglia si prodiga molto per Valentina, lei qui ha trovato l’ambiente giusto; abbiamo in Italia tanto mare quindi il potenziale dei nuotatori in Italia è pazzesco secondo me, ma quanti ne perdiamo per strada perché non trovano l’ambiente, le strutture giuste e i tecnici giusti?”. “Lei ha qui la fortuna di confrontarsi con atleti importanti – aggiunge Nagni – quindi ovviamente neanche ci pensa a montarsi la testa. È una come le altre: si allena, fa la seria, ha delle doti fisiche importanti perché è una ragazzina che non ha ancora 14 anni ed è già alta un metro e 84 centimetri; l’aspetto fisico conta molto. Bisogna vedere poi, visto che è adolescente, che tipo di donna diventerà, perché dopo le atlete cambiano pure fisicamente, l’allenamento ovviamente incide, sono tante le componenti da considerare”






