L’AQUILA – Esplode definitivamente il “caso” Marianna Scoccia in Regione.

Eletta in consiglio tra le file dell’Udc, è stata estromessa dalla corsa alla presidenza della Commissione speciale per l’attuazione e le modifiche allo Statuto, per le modifiche alla legge elettorale e per lo studio del regionalismo differenziato.

Organismo su cui la Lega ha un occhio di riguardo, viste le istanze sull’autonomia e la richiesta, avanzata al governatore Marco Marsilio, di un assessore con delega ad hoc.

La presidenza della commissione, dopo l’elezione dell’altro giorno, è andata al forzista Umberto D’Annuntiis, sul filo del rasoio: 14 voti contro i 13 di Americo Di Benedetto (Il Passo Possibile), con 3 schede bianche nella maggioranza.

Una commissione, questa, che secondo i rumors – e qualche intesa verbale, anche – sarebbe dovuta andare proprio alla Scoccia nel nome di un certo riequilibrio politico. Invece no.

E così ora la consigliera potrebbe ventilare l’ipotesi di un appoggio esterno, diventando una vera spina nel fianco della maggioranza. Un po’ come lo era diventato il marito, Andrea Gerosolimo, per l’ex governatore (ora senatore e papabile sottosegretario) Luciano D’Alfonso: l’ex assessore di centrosinistra dimessosi per rifarsi una “verginità” politica e tentare la candidatura con il centrodestra, operazione poi non andato in porto.

L’appoggio esterno della Scoccia cambierebbe i rapporti di forza all’interno del Consiglio: si passerebbe dall’attuale 18-13 a favore della maggioranza a un 17-14 che rappresenterebbe un margine di non grande tranquillità per il centrodestra. 

Un rapporto, quello tra la Scoccia e il centrodestra, mai sereno: tutto è nato dall’inserimento in extremis nelle liste Udc, al momento del voto, ed è proseguito con una serie di veti incrociati, in particolare ad opera della Lega.

Neanche la federazione Udc-Forza Italia, costruita a livello nazionale, è servita a riportarla organicamente in maggioranza. E ora Marsilio rischia di perdere un pezzo.

Il caso rischia di condizionare anche il vertice per le nomine in Regione previsto oggi. Ci sono 145 caselle che attendono di essere attribuite tra enti e società partecipate.

Nel pomeriggio è tornato a riunirsi il tavolo di maggioranza e questa volta, anche in virtù delle polemiche innescate dal precedente summit, è stata invitata anche l’Udc.

Tuttavia il segretario regionale, Enrico Di Giuseppantonio, non ha ancora sciolto il nodo: al momento la presenza del partito al tavolo è in discussione. E’ lecito aspettarsi che questo non sarà un vertice neutro: nel precedente, che si è tenuto lo scorso 3 settembre, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno palesato una ritrovata coesione rispetto alle tensioni delle scorse settimane.

La riunione, però, non è servita ad affrontare le questioni più calde. I nodi, dunque, restano ancora tutti da sciogliere, in particolare per quanto riguarda le caselle considerate più pesanti. In maggioranza c’è anche Azione sociale, anche se solo come sigla perché il consigliere Roberto Santangelo ha preso le distanze dal movimento civico dell’imprenditore pescarese Gianluca Zelli, mantenendo la sigla solo formalmente. 

Sul vertice di oggi aleggia la minaccia di crisi dell’Udc. I rapporti sono ai minimi termini. Alle tante tensioni dei mesi scorsi sono seguiti due fatti ulteriori. Il primo è, appunto, l’esclusione dal primo vertice sulle nomine, quello dirottato all’ultimo da palazzo Silone all’Emiciclo.

Esclusione che aveva provocato la reazione stizzita dello stesso Di Giuseppantonio e di Marianna Scoccia, moglie dell’ex assessore Andrea Gerosolimo e unica rappresentante in Consiglio.

Una richiesta di chiarimenti forte e decisa, inviata al governatore Marco Marsilio, che al momento ha prodotto un solo effetto tangibile: l’invito all’Udc per il vertice odierno.