L’AQUILA –  Se il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, dirà sì, gli abruzzesi potrebbero assistere, in piena campagna elettorale per le regionali, ad un titanico confronto pubblico con l’ex presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ora deputato del Partito democratico.

Con al centro argomenti da cardiopalma: i presunti faccendieri intorno all’abortito project financing dell’ospedale di Chieti nella passata legislatura, ma anche quelli intorno agli appalti della sanità pescarese nella legislatura in corso, sulle nomine passate e recenti dei manager e dirigenti nelle Asl abruzzesi.

L’invito al confronto rivolto al “saturnino” Marsilio, “con qualsiasi giuria, magari composta dagli attuali e dagli ex direttori delle Asl”,  è arrivato dallo stesso D’Alfonso, con una nota, dopo che in mattinata  in conferenza stampa l’ipotesi era stata anticipata dal consigliere regionale di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani.

Casus belli sono state le parole molto dure e nette del presidente Marsilio martedì durante il consiglio regionale che ha approvato la nuova rete ospedaliera abruzzese, nel rievocare la lunga e tormentata stagione dei project financing, in particolare quello per la ricostruzione dell’ospedale di Chieti da 760 milioni,  presentato dalle imprese Icm e Abp Nocivelli, con D’Alfonso presidente e assessore alla Sanità Silvio Paolucci, oggi capogruppo del Pd. Project che poi è stato affondato e cancellato dal centrodestra: “Siete forse diventati o nostalgici dei project financing? Lo chiedo perché tra un po’ vi vedremo a fare i comizi sul palco insieme a D’Alfonso e Paolucci, che li volevano fare. Ci volete dire che quella era la strada giusta? Con i faccendieri che giravano dall’Abruzzo a Roma?”, ha tuonato il presidente.

E ha poi aggiunto: “i project erano talmente insostenibili che non venivano firmati nemmeno dai direttori, che voi avete nominato e  qualcuno sta indagando, su come venivano nominati, in determinate Asl. Attendiamo gli esiti, cosi ne parleremo a ragion veduta, quando chi di dovere avrà terminato le sue indagini”.

Parole che hanno scatenato l’ira di Mariani, e, che dopo aver risposto per le rime in aula al presidente, ha chiesto all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale di trasmettere alla Procura della Repubblica i passaggi dell’intervento di Marsilio sulle nomine dei direttori della sanità.

E ha oggi detto in conferenza stampa a Teramo: “se il presidente di Regione sa qualcosa perché sta collaborando con le procure, visto che trasforma un’aula del consiglio in un aula il tribunale, entri nel dettaglio di quello che sta dicendo, così sono solo illazioni. Se è venuto invece a sapere qualcosa di inchieste in corso, Marsilio sta commettendo reato, sta violando la norma del segreto d’ufficio, dovrebbe saperlo, anche se è laureato in filosofia e non in giurisprudenza”.

Infine rivela: “ho sentito D’Alfonso, che evidentemente è un incubo per Marsilio, e il nostro deputato si è reso disponibile a un confronto pubblico, attendiamo risposte dal presidente”.

A stretto giro è arrivata infatti la nota di D’Alfonso, che per prima cosa è entrato nel merito del project financing: “l’unico progetto di finanza istruito è stato quello sull’ospedale di Chieti, presentato durante la giunta regionale del centrodestra a guida di Gianni Chiodi. Un progetto di finanza nato durante il centrodestra e ostacolato proprio dai gestori dei global service, perché interrompeva le proroghe delle forniture di servizi risalenti. Marco Marsilio è un presidente che viene dalle lune di Saturno se non sa che c’è già stata una insistente attività di accertamento giudiziario sul punto, e che tutto si è concluso con due richieste di archiviazione”.

Ha poi ammonito: “Poiché le frasi volate sono state irresponsabili, faremo esaminare la continenza delle parole da lui utilizzate”.

“Personalmente credo (e non da oggi) nell’istituto dei progetti di finanza, così come credo agli appalti integrati e agli appalti in concessione, conoscendo le difficoltà di progettazione delle stazioni appaltanti, che in ogni legislatura (non solo regionale) fanno fatica a curare le progettazioni da porre a base di gara – ha proseguito D’Alfonso -. Credo ancora di più nella capacità di controllo della Pubblica Amministrazione se sa riconoscere il merito delle questioni e se sa accorgersi che con il progetto di finanza si individua solo la progettazione, poiché la scelta dell’esecutore dell’opera è sottoposta ad una tradizionale gara competitiva senza riserva di protezione. Ma non credo che tutte queste cose siano note sulle lune di Saturno, nonostante la vocazione a sbraitare”.

D’Alfonso ha dunque formulato cinque domande e temi di confronto Marsilio

“Chi sono i faccendieri che hanno fatto la spola tra l’Abruzzo e Roma?”, la prima domanda.

“Nel processo del povero Sabatino Trotta si parla di una macchina carica di doni partita da Pescara alla volta di Roma: c’erano dei faccendieri su quella macchina? Se sì, considerato che Marsilio è stato interrogato in Procura come persona informata sui fatti, lo ha dettagliato in tale sede?”, è la seconda domanda, con riferimento all’inchiesta sugli appalti della Asl di Pescara, per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extraospedaliere,  che coinvolse Sabatino Trotta, psichiatra e dirigente del Dipartimento di salute mentale della Asl, che nell’aprile 2021 si è tolto la vita in carcere poche ore dopo l’arresto, e che è stato candidato alle regionali del 2019 primo dei non eletti a Pescara, per Fratelli d’Italia.

Questa la terza domanda: “sul progetto di finanza di Chieti, precisi le ragioni del suo strologare: si tratta di un progetto di finanza ereditato dal centrodestra a guida Chiodi e due volte sottoposto ad accertamento e due volte conclusosi con richiesta di archiviazioni. Se conosce e dispone di elementi ulteriori, li comunichi senza indugio alla Procura”.

A seguire: “sulle nomine ispirate dei vertici delle Asl dica quello che sa, poiché molte nomine effettuate da Marsilio sono state sanzionate prima e durante dalla magistratura del lavoro”, con riferimento alle sentenze che hanno dichiarato illegittime le rimozioni da parte del centrodestra dei manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, nominato dal centrosinistra, e di Roberto Testa, alla Asl provinciale dell’Aquila, che era stato nominato dalla stessa giunta di centrodestra e poi caduto in disgrazia.

Infine la quinta sollecitazione a Marsilio “se sa altro su altre nomine fatte o da fare, vada in Procura e dica chiaramente cosa sa, poiché l’ordinamento giuridico abruzzese ha bisogno di sapere anche ciò che si spiffera”.

La nota si conclude con l’invito ad un confronto: “poiché spesso in aula Marsilio tira in ballo il sottoscritto, accetti un confronto con me su questo e su altri argomenti anche a rilevanza giudiziaria, con qualsiasi giuria, magari composta dagli attuali e dagli ex direttori delle Asl. Resto in attesa di risposte nette, chiare e non balbettanti”.