L’AQUILA – Una grande mobilitazione cittadina, lunedì 16 aprile all’Aquila per dire “no” alla restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e ora richieste dalla Commissione europea che ha considerato la sospensione un vero e proprio aiuto di Stato, ma anche una “marcia su Roma” da parte degli imprenditori. 

È quanto emerso oggi nel corso del summit a palazzo Silone, sede della Giunta regionale nel capoluogo abruzzese, convocato dal vice presidente regionale Giovanni Lolli, cui hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, rappresentanti delle associazioni di categoria, sindacati e tutte le forze sociali, dopo le forti polemiche scoppiate a seguito della recente notifica delle cartelle esattoriali milionarie con pagamenti entro 30 giorni a circa 350 tra imprese e partite iva del cratere sismico.

A coordinare il tavolo Lolli, l’avvocato Roberto Colagrande e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Presenti tutte le associazioni categoria cittadina, gli onorevoli Luigi D’Eramo, Giuseppe Bellachioma e Alberto Bagnai della Lega, Antonio Martino e Gianfranco Rotondi di Forza Italia, Gaetano Quagliariello del centrodestra, Stefania Pezzopane del Partito democratico, Primo Di Nicola e Antonio Zennaro del Movimento 5 stelle.

C’erano anche i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Pd, Lorenzo Berardinetti, Regione Facile e Gianluca Ranieri, M5s.

Assente il presidente della Regione e senatore Luciano D’Alfonso.

La manifestazione, è stato concordato, partirà alle ore 10.30 dalla Fontana Luminosa e saranno invitati tutti i leader politici nazionali, “per un’azione serrata sia a livello parlamentare che giuridico con l’obiettivo iniziale di far sospendere il provvedimento iniquo che distruggere l’economia aquilana e del cratere”.  Il corteo  si snoderà per le vie del centro storico dove ancora sono visibili i segni di distruzione del sisma del 6 aprile del 2009. La discesa in piazza è stata decisa con un fronte unico dopo ben tre ore di discussione nel summit, caduto alla viglia delle celebrazioni del nono anniversario di una tragedia che ha fatto 309 morti e 1500 feriti. 

Oltre alla manifestazione del 16 aprile, in particolare gli imprenditori hanno intenzione di promuovere una marcia su Roma con sit-in davanti a palazzo Chigi, per chiedere un decreto legge che sospenda l’effetto delle cartelle esattoriali in attesa dell’insediamento del nuovo governo che si incaricherà di colloquiare con l’Europa. 

A tale proposito, martedì prossimo è previsto un incontro tra i parlamentare abruzzesi e il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni e il sottosegretario con delega alla ricostruzione Paola De Micheli.

L’obiettivo di tutti i presenti è quello di riaccendere i riflettori sull’Aquila e il suo circondario prima dell’udienza davanti al Tar fissata per il 18 aprile quando si discuterà il ricorso collettivo di associazioni di categoria, Comune e Regione contro la nomina da parte del governo del commissario incaricato del recupero delle somme che ha inviato le cartele esattoriali. 

“La prima battaglia da vincere è quella giudiziaria: ottenere la sospensiva del Tribunale amministrativo regionale, che secondo noi si  può dare quando c’è un danno irreversibile, ma si deve dimostrare che è anche un danno di sistema generalizzato. La possibilità della sospensiva c’è. A questo governo chiediamo di adottare un atto di urgenza, sostenuto da tutte le forze politiche, interpretare il temporary framework, per alzare la soglia a 500 mila euro, salvando la gran parte delle imprese. Non chiediamo la luna, ma serve forte volontà politica”, ha esordito Lolli nella riunione.

L’onorevole Stefania Pezzopane ha rilanciato la proposta spiegando che “ogni giorni devono accadere cose, auspico anche sciopero degli studenti. Un calendario che tenga alta l’attenzione. Anche noi parlamentari siamo  mobilitati. Serve delegazione deputati e senatori e incontrare presidenti Camera e Senato”.

“Abbiamo deciso per una prova muscolare – ha detto il presidente Ance Ettore Barattelli –  per portare all’attenzione nazionale questo vicenda. Positiva è la disponibilità di tutti parlamentari presenti, di tutte le forze poltiche, a coinvolgere i leader nazionali. Va fatto compredere che questa misura  riguarda anche 10 mila lavoratori, di tutta Italia, ci sono grandi aziende italiane coinvolte, si pensi alla Menarini,  alla Dompè, alla Gran Guizza,  alla Vibac”

Primo Di Nicola ha confermato che “ Il M5s sosterrà in tutti i modi in tutte le sedi questa battaglia. Va fermata questa vicenda tragica di malgoverno e cinismo spietato, frutto dell’ insipienza dei governi che non hanno notificato provvedimento e non giustificando bene la bontà della scelta. Diciamocelo con franchezza, le mobilitazioni popolari servono molto poco. Bisogna agire prima sulle autorità di governo. Figura chiave Paola De Micheli, sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Mobilitare la popolazione provata per portarla verso il nulla può essere un errore”. 

Per Quagliariello, poi, “È necessario far salire l’attenzione, ma il processo è già in atto. Non penso che questa norma dell’Unione europea sia razionale e non impugnabile. La mancata notifica non è stata evidenziata solo per questo sisma, era prassi consolidata. E’  paradossale poi che una misura a tutela della concorrenza e del mercato, metta in ginocchio aziende competitive, che creano riccchezza e lavoro”.

D’Eramo, ha affermato che “va bene qualsiasi iniziativa trasversale, è la battaglia decisiva per il futuro della città. Proprio adesso che era tornata maggiore tranquillità è arrivato l’ennesimo duro colpo. Questa è la prima volta che un Comune prende una posizione netta contro un’iniziativa europea. All’esterno non si sa bene cosa questo territorio sta vivendo, pensano che sia tutto risolto. Il 16 aprile ci devono essere leadership nazionali di tutte le forze politiche”.

Per Rotondi “il compito prevalente lo ha l’avvocato, tutto dipende da quello che dirà il Tar, serve però una mobilitazione ben organizzata che si faccia notare. Le interrogazioni sono comunicati stampa rinforzati, servono a poco, io non ne ho fatti”.

Martino ha dichiarato che “le mobilitazioni sono sicuramente funzionali, però io sarei più mirato ad operare sulle soluzioni tecniche, nel senso che poi è importante trovarsi per ritrovare una coscienza per le problematiche comuni, ma, come ho visto qui nel tavolo, probabilmente a volte queste manifestazioni rischiano anche di essere un boomerang. Io sono comunque a disposizione per la manifestazione, ma mi vorrei concentrare rispetto al pressing del nostro governo”.

Due le soluzioni percorribili per Bagnai: “quella di breve periodo, che deve vederci tutti uniti, e quella di lungo periodo sulla quale presuppongo che ci sarà un dibattito. Nel breve periodo naturalmente si parla della sospensiva, adesso sottoposta al giudizio del Tar, ma si parla anche dell’estensione del regime del cosiddetto temporary framework, che alzava la soglia del de minimis sostanzialmente attraverso una franchigia di 500 mila euro alle imprese che fossero in corsa nell’obbligo di restituzione”.

Aveva annunciato una mobilitazione a tutto campo anche il sindaco dell’Aquila, alla vigilia dell’incontro. “Ribadirò che l’obiettivo è di dare battaglia a livello politico, civico e giuridico perché il provvedimento sulla restituzione delle tasse è iniquo e intollerabile”.

“Abbiamo aderito a questo summit ma la nostra intenzione è la marcia su Roma. Se non si bloccano le cartelle esattoriali, questo territorio chiude i battenti”, è la voce di un gruppo di imprenditori che ha partecipato con le associazioni di categoria al summit.

Gli imprenditori che chiedono di rimanere anonimi, sono convinti che la soluzione del problema sia a Roma e non in Abruzzo e quindi stanno organizzando una grande manifestazione nella Capitale.

Lo stesso gruppo ha accusato la politica locale e nazionale di non essere riuscita a risolvere un problema conosciuto da anni.