TERAMO – “Oggi il rischio maggiore è quello di perdere un po’ di fiducia nel futuro in queste zone. Quindi bisogna risolvere i problemi di emergenza ma piano piano ridare speranza e reinvestire sulle vocazioni di questi territori”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Teramo, dove ha incontrato i sindaci sull’emergenza post-sisma e maltempo.
Il premier ha prima fatto tappa a Montorio al Vomano accolto dal capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dal commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, dal prefetto, Graziella Patrizi, dal sindaco Gianni Di Centa, dal vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli.
Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, lo scorso 1 febbraio aveva scritto una lettera indirizzata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e allo stesso Gentiloni, nella quale si evidenziavano le 668 ordinanze di sgombero emanate a 90 giorni dalla scossa del 30 ottobre, con 1869 persone sgomberate e oltre 50 attività commerciali, artigianali, produttive e di servizi sottoposte a provvedimento di sgombero solo nel capoluogo.
Sotto la pioggia, il premier è entrato nel centro storico di Montorio al Vomano, prima tappa della visita in Abruzzo. Un breve tragitto lungo il quale è stato fermato da due cittadine, Annalida e Pina, che hanno chiesto aiuti per gli esercizi commerciali e l’altra per ristrutturare la sua casa dove vive, nonostante i danni, “perché non voglio lasciare il mio paese”. Gentiloni le ha rassicurate: “Ce la faremo, vi staremo vicini”. Poi ha stretto la mano a una squadra di Vigili del Fuoco.
È durato circa una ventina di minuti l’incontro istituzionale a porte chiuse nell’aula consiliare del municipio. A Gentiloni il sindaco Di Centa ha illustrato brevemente la situazione di difficoltà della comunità locale, alle prese con uno dei più alti numeri di sfollati dalle abitazioni per le conseguenze dei terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre scorsi e del maltempo che ha colpito duramente il teramano a metà gennaio.
Il punto fondamentale sul quale il primo cittadino ha insistito è la richiesta di celerità nella ricostruzione: “Servono provvedimenti shock – ha detto Di Centa a Gentiloni – a un malato grave non serve una cura con l’aspirina”. Il riferimento è allo sblocco delle procedure per la ricostruzione, già avviate dopo il sisma del 2009, che tra l’altro riguardano l’avvio dei lavori del nuovo polo scolastico.
“Una parte del nostro paese è stata ripetutamente colpita in modo molto grave. Non si è trattato solo di un episodio ma purtroppo di una sequenza. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunità e la fiducia nel futuro. Però bisogna lavorare e lavorare in fretta perché solo se le Istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potrà consentire di restituire fiducia ai nostri territori”, ha detto il premier a Teramo.
“Mi sembra una persona nuova e una persona con la faccia pulita, si mantenga così presidente”, ha detto Pina De Dominicis, commerciante di Montorio, strappando un sorriso a Gentiloni che ha scherzato: “Io nuova?”, e l’ha rassicurata con un “contate sul nostro impegno”.
Gentiloni ha stretto le mani ad altri cittadini che sono riusciti ad avvicinarsi tra le serrate maglie del cordone di sicurezza, prima di allontanarsi tra grida di “grande presidente” e “aiuti i nostri sindaci, sono rimasti soli”.
Poi, davanti alla chiesa principale di San Rocco, in largo Rosciano, riaperta per Natale dopo la ristrutturazione e la nuova inagibilità per le scosse del 18 gennaio, la battuta con don Nicola Iobbi, il parroco della chiesa: “Lei praticamente entra senza preoccuparsi – gli ha detto il premier – ma mi dicono che ha la protezione del Signore”.
Il presidente del Consiglio è ripartito da Teramo subito dopo la riunione con i sindaci. “Tornerò presto”, ha detto ai microfoni dei cronisti. “Per me – ha riferito Gentiloni al termine dell’incontro organizzato alla Provincia di Teramo – è stato molto molto utile ascoltare le esigenze, i problemi, anche le lamentele che vengono dal territorio e in particolare dai sindaci. E tornerò presto”.
In merito al decreto terremoto appena approvato dal Governo, Gentiloni ha risposto: “In particolare per il Teramano credo che serva un piano urgente soprattutto sul tema della viabilità ma poi serve tutto il resto su cui stiamo lavorando”.
“Voglio che la mia regione abbia, a fronte di danni significativi e misurabili che si rilevano dal crollo di prenotazioni e da meno opportunità, uno strumento idoneo e rilevante. Questa visita istituzionale deve aiutarci a fotografare e a rilevare quali possono essere le più adatte risposte di carattere normativo e finanziario. Dobbiamo considerare i cosiddetti danni indiretti perchè le comunità colpite possano trovare risarcimento e ripartenza”.
Così il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, questa mattina, a Montorio al Vomano (Teramo), alla presenza del premier Paolo Gentiloni, ha sostenuto la richiesta del riconoscimento dei danni indiretti, rimarcata per far ripartire l’Abruzzo dal punto di vista turistico, motore insostituibile dell’economia regionale.
Nel suo intervento ha evidenziato come le conseguenze del maltempo si siano rilevate catastrofiche per commercio, turismo e servizi.
“Portiamo i segni di una interruzione – ha aggiunto D’Alfonso – che in quella settimana ha portato movimenti sismici e una nevicata per oltre 20 milioni di tonnellate che si è abbattuta sull’Abruzzo e sulla vitalità economica e culturale della nostra regione. La conseguenza è stato il blocco di uno dei servizi fondamentali quali la copertura di energia elettrica e, conseguentemente, la connessione telefonica”.
“Infine la caduta verticale di fiducia si è avuta con le esternazioni della Commissione Grandi rischi. In realtà, dopo il terremoto di agosto e ottobre 2016, abbiamo trovato una pronta risposta normativa finanziaria e della governance che dà luogo alla rilevazione dei danni diretti da maltempo su beni pubblici privati e religiosi. Rimane senza nessuna copertura ciò che noi abbiamo patito come danni indiretti. Abbiamo località turistiche che sono circondate dal vuoto, conseguenza della paura. Abbiamo bisogno, pertanto, di strumenti adeguati”.
Un altro importante tema che presenta profili d’urgenza toccata da D’Alfonso è stata la resistenza sismica dell’edilizia scolastica della regione.
“La nostra prima risposta – ha proseguito il presidente – è stata mettere in campo la disponibilità di 30milioni di euro per tutte le verifiche sismiche che dovranno nutrire gli investimenti di edilizia scolastica. Servono spazi idonei per la formazione e l’educazione delle nostre giovani generazioni”.
In occasione della visita del premier Paolo Gentiloni, arrivato questa mattina nella provincia di Teramo per toccare con mano le zone colpite dal sisma, arriva la prima terribile stima di danni all’agricoltura dopo gli eventi calamitosi dei primi 15 giorni di gennaio.
Coldiretti Abruzzo, nel documento inviato al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e all’assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe, analizza e quantifica le conseguenze indirette delle calamità che si sono susseguite a partire dal 5 gennaio scorso fino alla metà di gennaio abbattendosi su tutta la comunità abruzzese e, da un punto di vista economico, sull’agricoltura in particolare.
Basandosi sulle medie storiche di produzione regionale e sulle segnalazioni effettuate dalle aziende agricole – spiega una nota – Coldiretti stima un danno indiretto al settore di 52 milioni di euro relativi all’interruzione dell’attività agricola e al tempo necessario per il ripristino della normale attività.
“Un dato che non ha bisogno di commenti – spiega Coldiretti Abruzzo – e che di certo si ripercuoterà su tutta l’economia regionale, non sono agricola”.
Nel dettaglio, il settore più colpito è sicuramente quello zootecnico con un danno indiretto stimato così ripartito: per i bovini da latte la perdita è stimata in 6milioni di euro tra mancato reddito relativo al tardivo o omesso ritiro del latte e una perdita di reddito (la normale funzionalità di un’azienda agricola potrà riprendere solo in estate inoltrata) quantificabile in via presuntiva in circa 5 milioni di euro; per gli ovini da carne e da latte il danno è quantificabile in circa 9 milioni di euro per le mancate nascite mentre per le morti premature in circa 6 milioni; per i suini da carne il danno consiste nella perdita del capo e di fatto di tutto il ciclo produttivo dell’anno a cui si devono aggiungere ingenti danni alle strutture il cui ripristino potrà avvenire solo dopo la ricostituzione della consistenza di stalla. Valore stimato del danno è circa 2 milioni e 500mila euro.
Oltre al settore zootecnico, sono stati registrati danni al settore olivicolo con una stima presunta dei danni, diretti e indiretti, che si aggira introno al 35% della produzione lorda aziendale ed è quantificabile all’incirca in 15 milioni. Per il settore ricettivo (agriturismo), va considerato che nelle zone particolarmente interessate dagli eventi gli agriturismi sono circa 160, molti dei quali già fortemente colpiti dal sisma del 2009 e negli ultimi anni in ripresa, con un danno ad oggi quantificabile in termini di mancate presenze in circa 9 milioni.
“La situazione è drammatica anche perché sotto alcuni aspetti non ancora emerge nella sua gravità – commenta Coldiretti Abruzzo – un’ennesima batosta che richiede ora l’attenzione delle istituzioni per una forte e coordinata azione di ricostruzione. Bisogna restituire speranza ad un settore, ed in particolare al comparto zootecnico, che in questo momento chiede la dovuta attenzione per evitare di scomparire portandosi dietro un patrimonio inestimabile di tradizioni e di eccellenze che, una volta estinte, sarebbero irrecuperabili. Non solo sono a rischio le eccellenze agroalimentari come il pecorino, la mortadella di Campotosto e i salumi teramani solo per citarne alcuni, ma anche la storia della nostra regione e la forza trainante dell’economia agricola sugli altri comparti”.
STIMA DEL DANNO
BOVINI DA LATTE
€ 6.000.000,00
OVINI DA CARNE
€ 15.000.000,00
SUINI DA CARNE
€ 2.500.000,00
SETTORE OLIVICOLO
€ 15.000.000,00
SETTORE RICETTIVO
€ 9.000.000,00
INDOTTO DI SETTORE
€ 5.000.000,00
TOTALE
€ 52.500.000,00
APPELLO A GENTILONI: ”AIUTI I RAGAZZI A ESSERE SERENI”
“Ogni giorno mandiamo i nostri figli a scuola e non sappiano se torneranno a casa sani e salvi”.
Lo scrivono in una nota accorata al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, i genitori del Convitto “Melchiorre Delfico”, che al premier chiedono che “aiuti i nostri figli a frequentare una scuola nelle serenità e nella sicurezza che devono avere i ragazzi”.
Nella nota ricordano una situazione gravissima tra fondi disponibili e lavori mai svolti mentre nel frattempo “a scuole riaperte e solo grazie ad alcuni studenti e genitori che avevano evidenziato e segnalato ai vigili del fuoco la caduta di piccoli calcinacci dalla zona del cornicione, è stata riscontrata l’attivazione di un altro meccanismo di ribaltamento della facciata, questa volta al di sopra delle catene apposte durante i lavori di somma urgenza”.
LA NOTA COMPLETA
Oggi 7 febbraio 2017, in occasione della visita del Presidente del Consiglio a Teramo, il Comitato Genitori Melchiorre Delfico ha consegnato una lettera all’onorevole Paolo Gentiloni, al fine di presentare la situazione che tutti noi viviamo.
Questo il testo della lettera.
Egregio Presidente del Consiglio
Siamo i componenti del Comitato Genitori del Convitto Melchiorre Delfico di Teramo che si è costituito dopo gli eventi sismici del 24 agosto 2016.
La nostra città, Teramo, sta vivendo da mesi, come Lei ben sa, momenti davvero difficili: abbiamo perso completamente ogni briciolo di normalità e viviamo continuamente nella paura e nell’incertezza.
Teramo è una città di 55.000 abitanti con una popolazione di 11.000 studenti tra scuole elementari, medie e superiori. Come la maggior parte dei centri storici d’Italia, le scuole sono ospitate in edifici storici o costruite negli anni ‘50 o ‘60 prima dell’entrata in vigore delle normative antisismiche.
La scuola che frequentano i nostri figli è all’interno di un edificio costruito ai primi del ‘900: un grande complesso che ospita 5 licei, un convitto, scuola elementare e media. Accoglie circa 1.000 alunni oltre al personale.
In seguito al sisma del 2009 il Complesso del Delfico è risultato gravemente danneggiato, presentando numerose problematiche all’ultimo piano che quindi è stato dichiarato inagibile e per il ripristino dei danni sono stati assegnati fondi pari a € 1.169.178 nell’ambito del piano denominato “Scuole d’Abruzzo – Il Futuro in Sicurezza” finalizzato alla riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico danneggiato dagli eventi sismici.
I fondi sono già stanziati da anni ma dal sito della Uscr risulta che la progettazione non è ancora stata presentata: http://www.usrc.it/attivita/scuole-d-abruzzo/le-scuole/teramo
Sempre per le problematiche relative al sisma del 2009 sono stati richiesti ulteriori € 2.500.000, anche in questo caso i lavori ancora non sono stati fatti.
In seguito agli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 il Complesso ha presentato ulteriori gravi danni, come risulta da un verbale di sopralluogo dei tecnici provinciali: ovvero lesioni ai maschi murari, attivazione del meccanismo di ribaltamento della facciata principale su Piazza Dante con il conseguente possibile crollo dei solai dell’ultimo piano.
In seguito a tale danno, la Provincia ha dato inizio a lavori di somma urgenza per evitare il crollo della facciata apponendo delle catene, senza tuttavia redigere un progetto e un calcolo che considerasse le interazioni di tale intervento.
A causa di ciò, subito dopo la fine dei suddetti lavori, a scuole riaperte e solo grazie ad alcuni studenti e genitori che avevano evidenziato e segnalato ai vigili del fuoco la caduta di piccoli calcinacci dalla zona del cornicione, è stata riscontrata l’attivazione di un altro meccanismo di ribaltamento della facciata, questa volta al di sopra delle catene apposte durante i lavori di somma urgenza.
Intanto, nonostante l’evidenza del danno, i tecnici incaricati del sopralluogo e della compilazione della scheda Aedes dopo il sisma del 30 ottobre, conferivano esito “A” (agibile) a tutto il Complesso del Delfico nonostante fossero in corso ulteriori lavori di somma urgenza per evitare il ribaltamento della parte superiore della facciata e l’intero terzo piano fosse inagibile.
Sono stati fatti alcuni lavori per la messa in sicurezza, ma non è stato possibile da parte dei tecnici incaricati procedere alla redazione di un progetto di miglioramento o di adeguamento sismico al fine di innalzare l’indice di vulnerabilità, proprio a causa della complessità dell’edificio, sia a livello dimensionale sia strutturale.
Infatti i tecnici incaricati dell’analisi di vulnerabilità della struttura hanno evidenziato come l’indice di vulnerabilità fosse pari allo 0,46 e che i lavori previsti dal loro progetto potevano risolvere esclusivamente le problematiche del terzo piano inagibile, con rifacimento copertura e consolidamento dei solai.
La scuola attualmente non risulta rispondente alle normative vigenti e lo sarà ancor meno quando verrà approvata dalla Ce la nuova normativa tecnica presentata a dicembre dalla quale si deduce che l’indice di vulnerabilità dovrà essere dello 0,8.
La situazione è particolarmente aggravata anche da una mancata formazione all’emergenza di studenti e personale docente e non, dalla carenza e inadeguatezza delle vie di fuga e luoghi di raccolta e dal fatto che il complesso ospita anche studenti del Convitto che rimangono 24 h su 24 all’interno della struttura.
Ogni giorno mandiamo i nostri figli in un edificio che non sappiamo se resisterà ai forti terremoti attesi nel centro Italia, come attestato della commissione Grandi rischi e confermato dal Ingv.
Ogni giorno mandiamo i nostri figli a scuola e non sappiano se torneranno a casa sani e salvi. Come comitato abbiamo portato avanti tante azioni, fatto esposti, ma ci troviamo di fronte al muro di gomma da parte delle istituzioni.
Presidente, ci aiuti Lei, aiuti i nostri figli a frequentare una scuola nelle serenità e nella sicurezza che devono avere i ragazzi.
Il Comitato Genitori Melchiorre Delfico






