PESCARA – “L’Abruzzo colpito duramente dall’emergenza terremoto e neve attende risposte efficaci e immediate e sono fiduciosa che nel decreto del Governo a favore dell’Abruzzo ci saranno tutte le risposte che attendiamo, a cominciare da un concreto sostegno per le attività produttive, per i Comuni e le Province e per le scuole, dove serve poi un commissario ad hoc, con poteri straordinari”.
A parlare è il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, in prima linea a Roma nel lavorare al testo del decreto annunciato come imminente dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che dovrà contenere risorse e misure a favore delle aree colpite dal sisma del 18 gennaio, Abruzzo compreso, dal blackout per il quale l’Enel è sotto accusa, e dalla straordinaria nevicata che ha isolato molti centri montani per giorni dal resto del mondo, e che ha determinato enormi danni all’agricoltura e al tessuto produttivo.
E Chiavaroli squaderna, “a nome degli abruzzesi”, l’elenco di quello che ci si attende dal governo.
“Prima di tutto – incalza subito il sottosegretario – va preteso un congruo risarcimento da parte dell’Enel per i tutti i danni causati dal lungo blackout per di più nel momento della più acuta emergenza, e anche adeguati investimenti per ammodernare la rete, non è infatti accettabile che nel 2017 si blocchi tutto perché si sono ghiacciati i manicotti. Ricordo a tal proposito che a distanza di due settimane ci sono ancora una molti generatori di corrente, perché il servizio non è stato ovunque ripristinato”.
“In secondo luogo – prosegue la Chiavaroli – dobbiamo mettere i Comuni e le Province in condizioni di riparare i danni, e dunque di dotarli di adeguate risorse e soprattutto predisporre procedure snelle, senza i maledetti tecnicismi della burocrazia. Le Province di Teramo, Chieti e Pescara devono essere fatte salve dai tagli dei trasferimenti, come accade già a quella dell’Aquila, visto che le Province si occupano delle strade e delle scuole. Ai Comuni vanno garantite proroghe per assolvere ai vari adempimenti”.
E a proposito di scuole, anche Chiavaroli condivide che una delle priorità sono proprio le scuole, in quanto, “hanno un valore simbolico, rappresentano il futuro, anche molto pratico, perché se non torneranno subito agibili e sicure, le famiglie delle aree interne si trasferiranno altrove, e rischiamo la desertificazione di una parte dell’Abruzzo. Dunque bisogna accelerare sulle verifiche per avere un quadro completo della vulnerabilità sismica. E serve un commissario ad hoc, servono poteri di intervento superiori i a quelli a quelli ordinari del presidente”.
E poi ovviamente bisogna dare risposte anche al tessuto produttivo, a partire dai lavoratori autonomi.
“La proposta che sostengo è quella della sospensione degli obblighi tributari e previdenziali per almeno sei mesi, a vantaggio però dei datori di lavoro privati, ovvero gli imprenditori agricoli, gli artigiani, i liberi professionisti. Teramo in questi giorni è deserta, i negozi vuoti, l’economia ancora paralizzata, bisogna agire subito, prima che in tanti, troppi falliscano. Bene anche la proposta della ‘no tax area’, per favorire l’insediamento di nuove attività produttive, ma intanto occorre la sospensione, che si può fare subito”.
In questo discorso può essere infine fatta rientrare la soppressione prevista nel settembre 2018, dei tribunali di Vasto e Lanciano, da accorpare a quello di Chieti, e di quelli di Sulmona e Avezzano, da accorpare a quello del capoluogo, che finora hanno goduto di una proroga a causa dell’emergenza sismica, destinata a concludersi nel 2018.
“Ora più che mai – commenta Chiavaroli – l’Abruzzo ha bisogno anche di un’ulteriore proroga di queste chiusure almeno fino al 2021. Che si potrebbe inserire direttamente nel decreto”.






