L’AQUILA – Mattinata da incubo anche all’Aquila: ci si stava preparando all’emergenza neve quando in sequenza la terra ha tremato per quattro volte.
Le persone si sono riversate in strada, alcuni a piedi ma molti in auto, soprattutto famiglie con persone anziane e bambini.
La vaibilità, già comprmesa dalla neve nevitabilmente si è intasata in molti punti del capoluogo.
Va rimarcato che in pochi erano informati dove fossero localizzati punti di accoglienza al caldo e al coperto e così a riempirsi sono stati i bar, dove si passa il tempo al telefono o a guardare la televisione che aggiorna sulla situazione nelle aree dell’epicentro.
Poi grazie a Facebook e al passaparola sono diventate di comune dominio le informazioni diramate dal sindaco Massimo Cialente, ovvero che al fine di dare ospitalità ai cittadini sono stati messi a disposizione Musp ed edifici comunali, pronti all’accoglienza.
Il sindaco ha inoltre comunicato che sono stati evacuati tutti gli uffici comunali e che rimangono in funzione il Coc e i servizi legati all’emergenza.
Le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse anche domani, giovedì 19 gennaio.
Significativo che sono usciti di casa anche gli inquilini degli appartamenti del progetto C.a.s.e. e dei palazzi ricostruiti con criteri antisismici dopo il sisma del 2009. Un trauma che a L’Aquila è difficile da dimenticare. E che in queste ore riemerge con prepotenza.
Non si registrano danni e crolli.
Dai racconti emerge però che qualche crepa si è aperta, e sono caduti soprammobili, libri, e altri oggetti.






