L’AQUILA – Dopo l’emergenza neve e sisma, ora in Abruzzo scatta l’emergenza scuole in Alto Aterno. 

Nei centri colpiti dalle frustate del maltempo e della terra non ci sono ancora state le necessarie verifiche alle strutture, come denuncia la dirigente dell’istituto comprensivo “Don Milani” di Pizzoli (L’Aquila), la professoressa Elisabetta Di Stefano, che richiama l’attenzione delle istituzioni e degli organi competenti affinché si possa riprendere e concludere questo difficilissimo anno scolastico, reso complesso già dalle precedenti scosse di terremoto di agosto e ottobre. 

Alla scuola di Pizzoli fanno capo anche i plessi di Cagnano Amiterno e Montereale, entrambi, come Pizzoli, in provincia dell’Aquila. 

“Oggi avrò un incontro con l’assessore di Montereale, la scuola lì è sistemata in un Musp e crediamo possa riaprire subito”, dice Di Stefano. 

Diversa la situazione a Pizzoli e Cagnano: “Lì ci sarà bisogno di verifiche dopo l’ultimo sisma di potenza elevata. La scuola di Pizzoli è un edificio realizzato negli anni ’70, che ha una vulnerabilità significativa. E anche l’edificio di Cagnano ha bisogno di verifiche”, aggiunge. 

La richiesta della dirigente alle istituzioni è chiara: “Chiediamo di poter avere dei Musp nei quali trasferire immediatamente l’attività didattica. La sicurezza in questi luoghi è una priorità, le istituzioni finora non sembrano averlo ancora recepito. A Barete, in provincia dell’Aquila, ad esempio, si potrebbe recuperare la scuola dell’infanzia, struttura antisismica realizzata dopo il 2009, al momento occupata dalla cittadinanza. Per le altre scuole, aspettiamo i sopralluoghi e le verifiche dei Comuni, della Protezione civile e di tutti gli organi competenti per capire la vulnerabilità degli edifici e sapere se potremo riaprirle”. 

Ieri mattina, la professoressa Di Stefano ha ricevuto anche la chiamata di un’ispettrice dell’Ufficio scolastico regionale.

“Avevo già inviato loro un report completo sulle nostre scuole, che è stato letto e recepito: potrebbero metterci a disposizione le scuole della città dell’Aquila, visto che diverse famiglie sono state già trasferite dai centri della vallata nelle abitazioni del Progetto C.a.s.e.; pur vivendo condizioni difficili, se ci daranno le risorse, abbiamo i mezzi per terminare l’anno scolastico. Lo dobbiamo alle famiglie che vivono in questi territori del cratere, e sono tante. La scuola è fondamentale per il futuro di queste cittadine. Se resta aperta, c’è un futuro”.