L’AQUILA – La morte di Riccardo Pollice, 35enne aquilano scomparso ieri a causa di una brutta malattia, ha gettato nello sconforto tantissime persone.

Pollice giocava con il Roio Calcio, società calcistica che milita nel campionato di Terza categoria aquilana. I suoi compagni di squadra hanno scritto una bellissima lettera di addio a un ragazzo straordinario, molto conosciuto nel capoluogo abruzzese.

LA LETTERA A RICCARDO POLLICE

Riccardo l’abbiamo conosciuto quasi per caso su un campo di calcio. Chi ha mai giocato a pallone sa benissimo che su un campo o si incontrano amici, o nemici. Nel caso di Richi è stato amore a prima vista; e non poteva essere altrimenti, con quel suo viso che ispira allegria e fiducia, con quella sua corsa un po’ comica che ti strappava un sorriso e quella sua voce che esprimeva gioia e voglia di vita.

Immediatamente per tutti è stato “Pollicio’”, e senza rendersene conto, come quei colpi di fulmine che sono possibili solo tra due amanti, è scoccata la scintilla di amore per la squadra che lui considerava come una famiglia. “Ne ho girate tante di squadre, ma come Roio nessuna”, questo ci diceva a ogni occasione, senza vergogna di esprimere il suo sentimento.

E per noi era come un padre, sia perché era il più “anziano” in una comitiva di giovanissimi, ma soprattutto perché aveva sempre un consiglio per tutti. Ben presto è diventato la nostra mascotte e il nostro grido di battaglia: ogni domenica urlando “Pollice!!!” scendevamo in campo per strappare quella vittoria che puntualmente non arrivava, ma grazie alla battuta di fine match del nostro Riccardo gli animi si risollevavano.

E ovviamente fuori dal campo non mancava mai di allietarci con i suoi racconti e le sue avventure: le grosse e grasse risate in sua compagnia sono un dono che ci ha riservato, e che possiamo solo tenere nel cassetto come un tesoro prezioso.

Ci manchi Richi, ci manchi come l’aria! Ci manca tutto di te: ci manca un amico, un compagno, un padre, un conforto, un sorriso. Per noi eri tutto questo, ma non solo: come tu amavi la “tua” squadra, noi amavamo il “nostro” Pollicio’.

Noi ti ricorderemo così, con quell’aria un po’ imbarazzata che ogni domenica si stampava sul tuo volto quando gridavamo il nostro urlo di battaglia: “Soffrire sempre, mollare mai! Pollice!!!”. Hai sofferto molto Richi, ma non hai mai mollato, e questa è la più grande lezione che potessi mai lasciarci.

La tua squadra,

Roio Calcio