SAN BENEDETTO DEI MARSI – C’è una svolta nel “giallo” della morte di Collinzio D’Orazio, il 51enne ritrovato morto nel fiume Giovenco a San Benedetto dei Marsi (L’Aquila); sono stati iscritti nel registro degli indagati, Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, i due ragazzi che la sera della scomparsa, lo avrebbero accompagnati a casa.
Come riporta Il Centro le ipotesi di reato formulate dal pm Lara Seccaccini sono omicidio e abbandono di persone minori o incapaci.
L’accusa è un atto dovuto, formalizzata in queste ore dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, titolare dell’inchiesta che va avanti da tre settimane al fine di mettere i giusti tasselli a quello che sembra essere diventato un vero e proprio giallo.
Domani intanto ci sarà l’autopsia sul corpo dell’uomo disposta dalla Procura, che ha dato mandato all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio.
Autopsia che diventa un accertamento tecnico irripetibile e i due indagati hanno quindi la possibilità di nominare dei legali.
Sul corpo della vittima, da una prima ricognizione avvenuta sul posto del ritrovamento, sarebbero emerse delle lesioni, na al collo in particolare e altre meno evidenti all’addome, l’autopsia servirà a cercare di capire se si tratta di lesioni causate prima della morte o se conseguenti alla lunga permanenza in acqua e verificare la presenza di acqua nei polmoni dell’uomo,
I due indagati sono stati più volte ascoltati dai Carabinieri che da giorni stanno eseguendo le indagini, quelli della compagnia di Avezzano, guidata dal capitano Pietro Fiano, quelli del Nucleo operativo diretto dal tenente Bruno Tarantini e quelli della locale stazione coordinati dal maresciallo Loreto Colabianchi.
Già nei giorni scorsi, prima del ritrovamento, è stata sequestrata la macchia con cui i due giovani hanno riferito di aver accompagnato a casa D’Orazio, insieme ad alcuni indumenti e a un telefono cellulare.
Del caso si è occupato anche la trasmissione “Chi l’ha visto”, che aveva sentito non solo i familiari ma anche i due ragazzi, che avevano raccontato ancora una volta, di aver incontrato D’Orazio al bar del paese, e di avergli offerto un passaggio, avendolo trovato un po’ “alticcio”.
Dell’uomo non si era saputo più nulla da quel venerdì 1 febbraio, era uscito di casa verso ora di cena dopo una discussione in famiglia, senza portare con se cellulare o documenti. È stato visto in piazza da amici e conoscenti, fermato dai Carabinieri una prima volta, è stato riaccompagnato a casa, ma invece di salire è tornato al bar, dove ha consumato altri alcolici e lì ha incontrato i due ragazzi che gli avrebbero poi offerto il passaggio.
Intanto la famiglia dell’uomo, che si è rivolta all’avvocato Berardino Terra chiede che sia fatta luce sulla vicenda.
La madre Teresa e il padre Mario pensavano all’inizio che il figlio potesse essersi allontanato per scegliere di cambiare vita mentre il fratello Cheri davanti alle telecamere di “Ci l’ha visto” aveva ipotizzato una fine “tragica” della vicenda.






