L’AQUILA – Una foto in tuta da motociclista e un cappellino Yamaha all’ingresso della chiesa di Coppito (L’Aquila), il rombo degli amici centauri che hanno voluto salutare così, per l’ultima volta, Federico Nardecchia, il 57enne che sabato 26 maggio ha trovato la morte sulla sua Suzuki, lungo la strada statale 80 del Gran Sasso d’Italia, tra la fazione aquilana di Arischia e il Valico delle Capannelle, in un terribile incidente stradale.
Dolore e lacrime al funerale del centauro, celebrato ieri pomeriggio da don Giuseppe Gianiorio. “Siamo qui attoniti, sconcertati, per una tragedia che ha colpito un uomo buono”, ha detto il parroco.
Il 57enne, impiegato delle Poste, lascia la moglie e un figlio.
Il 28 maggio è stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo, ma per i risultati bisognerà attendere 60 giorni.
Proseguono intanto le indagini, affidate alla polizia stradale che dovrà accertare i fatti, a partire dalla esatta dinamica del grave incidente; la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un’inchiesta per far luce su eventuali responsabilità.






