TERAMO – La famiglia di Donato Camaione, imprenditore edile teramano che morì in ospedale dopo essere caduto per salvare suo figlio, chiede un risarcimento al Comune di Crognaleto e all’Ente Parco Gran Sasso-Laga.
La notizia è riportata dal quotidiano Il Centro.
Nell’agosto del 2012 Camaione scivolò lungo il torrente di Fosso dell’Acero per salvare il figlio di otto anni, a sua volta scivolato su uno dei lastroni che caratterizzano il corso d’acqua.
Il bimbo se la cavò con ferite lievi, il padre invece battè violentemente la testa riportando lesioni che gli furono fatali. Due giorni dopo morì in ospedale.
Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato Gebbia, legale dei Camaione, gli enti non avrebbero fatto tutto quello che potevano e dovevano fare per evitare pericoli alle persone in un luogo per sua natura pericoloso che, prima di Camaione, aveva già mietuto una ventina di vittime.
Gebbia e la famiglia Camaione si preparano a rivolgersi al tribunale civile.





