L’AQUILA – Ci si sposta male, si fanno meno figli e si muore di più. Insomma, un completo disastro.

Così risulta L’Aquila, ultima in assoluto tra le principali 50 città italiane, nell’edizione 2012 dell’indagine in materia di mobilità sostenibile condotta da Euromobility.

Come ogni fine dell’anno, infatti, si cominciano a tirare le somme e L’Aquila riporta risultati decisamente poco edificanti.

Questa volta la scusa del terremoto c’entra ben poco, il capoluogo abruzzese è ultimo nella classifica generale per il comportamento in materia di mobilità sostenibile.

Ultima città della classifica per densità abitativa, al tempo stesso, paradossalmente, quella con il più alto indice di motorizzazione in aumento. E con un tasso di mortalità che supera la media.

La qualità dell’aria è buona (unico respiro di sollievo) ma in compenso si usano poco i mezzi pubblici, situazione dovuta anche al fatto che una rete ferroviaria funzionante, di fatto, non c’è.

Non esistono zone a traffico limitato ma, cosa che emerge in tutta la sua drammaticità, non c’è ancora nemmeno l’ombra di una pista ciclabile in tutta la città.

Lontano anni luce anche il concetto di car sharing, per non parlare di quello di bike sharing, una raffinatezza di cui i più ignorano anche il significato dato che risulta così arduo anche utilizzare il proprio mezzo.

Cartellino rosso anche per la quasi totale assenza di iniziative ed eventi volti alla sensibilizzazione al trasporto sostenibile, se non fosse per l’unico a cui partecipa, la Giornata mondiale della bicicletta che si tiene a maggio.

Il capoluogo non prende parte a Bimbimbici, Bimbincittà, Vivincittà e Mobility Week, che invece si svolgono normalmente nella vicina e più “educata” Pescara ogni anno, o ad altre iniziative analoghe.

Insomma L’Aquila, proprio non ci siamo.

I dati completi dell’indagine sono consultabili all’indirizzo web http://www.euromobility.org/Osservatorio50citta/2012_50_città/presentazione%2050%20citta%202012.pdf