L’AQUILA – “Solidarietà agli immigrati ospitati nelle nostre strutture, ma serve trasparenza sui costi dell’accoglienza, perché con 1.000 euro al mese le famiglie aquilane monoreddito ci campano anche quattro figli!”.
A uscire allo scoperto è Corrado Ruggeri, coordinatore comunale dell’Aquila città aperta, formazione politice legata all’ex vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che replica a distanza al grido d’allarme, raccolto da AbruzzoWeb, di Pierino Giorgi, responsabile del Movimento celestiniano, che gestisce la struttura di piazza d’Armi, dove sono ospitati 40 migranti, in attesa che venga riconosciuto loro il diritto d’asilo.
Giorgi si è lamentato per il fatto che sono 4 mesi che dal governo tramite la prefettura non vengono erogati i fondi per l’accoglienza che, appunto, ammontano a 36 euro quotidiani a ospite, per un totale di 1.000 euro: quelli a cui riferimento Ruggeri, che esprime perplessità sulla fondatezza di questo allarme.
“È un modello che non funziona – assicura Ruggeri – la maggior parte degli ospiti attuali, quando sarà negato loro, il diritto di asilo, perché non riconosciuti come rifugiati politici, si ritroverà senza nessuna assistenza, in mezzo a una strada, qui all’Aquila”.
“E allora il rischio è che, per sopravvivere, dovranno andare a rimpinguare il numero di coloro che sono costretti a vendere oggetti fuori ai supermercati. O molto peggio, si dedicherannno ad attività illecite, in una città che già da qualche tempo ha visto aumentare il numero di furti, degli episodi prima sconosciuti di microcriminalità”.
“Gli ospiti del centro – osserva ancora l’esponente politico – sono ospitati a Piazza d’Armi da più di un anno, dunque l’associazione ospitante ha incamerato già ingenti risorse, che non possono giustificare un’emergenza di liquidità. Come si può dire che ci sono già seri problemi anche a pagare le bollette, e a garantire l’essenziale?”.
Ma il punto vero è un altro. “Sarebbe giusto – incalza Ruggeri – che venga rendicontata e resa pubblica ogni voce dettagliata di questa assistenza. All’ospite, come sappiamo, vanno 2,5 euro al giorno, poi la struttura ospitante deve garantire vitto, alloggio, acquisto di beni di prima necessità, istruzione e anche attività sportiva. Ma ricordo che tante nostre famiglie, a cui nessuno pensa, con 1.000 euro al mese, tanto è garantito al mese per ogni ospite, riescono a campare anche 4 figli, mandarli a scuola e non far mancare loro il necessario”.
Da qui la perentoria richiesta: “Esattamente, quanto si spende per le singole voci e quanto invece diventa un’utile per la struttura ospitante, per questa industria della solidarietà?”.
Ruggeri poi esprime forte preoccupazione per i rischi insiti in questa politica dell’accoglienza. Filippo Tronca





