L’AQUILA – Questa mattina a partire dalle 11.45 la Lega dell’Aquila darà vita ad un flash mob a Sant’Elia, frazione dell’Aquila, davanti la struttura che ospita i migranti arrivati da Lampedusa.
Nel capoluogo regionale che sta del resto crescendo la tensione per la presenza di un numero sempre maggiore di migranti nella frazione, in una struttura che insiste nelle immediate vicinanze di un insediamento abitativo residenziale.
Si tratta della seconda, in città, la prima, infatti, si trova nel cuore del quartiere di Pettino nel già citato centro dove opera il Movimento celestiniano.
Nella frazione di San’Elia un gruppo di residenti si è fatto sentire, sia pure chiedendo di rimanere anonimi, lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni: “intervenire per rimuovere la problematica, altrimenti sarà mobilitazione”.
“Nel caldo silenzioso agostano nasce un centro migranti a Sant’Elia – attaccano i residenti -, ormai non ci sono più dubbi, è stato realizzato a Sant’Elia un vero e proprio centro di raccolta migranti. La loro presenza rischia di stravolgere le abitudini e la vita dei residenti della zona, peraltro, fino ad adesso, sempre tranquillissima. Il pericolo, che sembrava scongiurato nell’agosto del 2017 da alcuni considerato una bufala estiva, si è trasformato in un vero e proprio incubo che gli abitanti della frazione residenziale si ritrovano a vivere in questi giorni”.
Per il gruppo di cittadini, “si sta assistendo ad un vero e proprio ‘sbarco’ di migranti tra le villette della zona residenziale con sconcerto e disappunto dei residenti. Un numero imprecisato di migranti è stato collocato nell’edificio dell’albergo Villa delle Rose di Sant’Elia, accanto al ristorante Frank Ross, chiuso dai tempi del terremoto e considerato fatiscente ed abbandonato. I migranti si aggirano per via dei Manieri destando paura e sconcerto tra i residenti. Il numero dei migranti è in continua crescita e la situazione sembra diventare esplosiva”.
Alcuni cittadini confessano di aver preso “precauzioni”: “alcuni residenti – racconta un proprietario di una colletta – hanno vietato ai figli di passeggiare intorno alle case e si stanno organizzando per scongiurare una situazione che potrebbe diventare pericolosa. Ci si chiede come sia possibile trasferire in una zona residenziale a ridosso della città e, in un edificio fatiscente, dei migranti e lasciandoli girovagare con cuffiette e telefonino e parcheggiarli senza far nulla nelle vicinanze delle case? Se, giustamente, non potevano stare a Paterno perché devono alloggiare in una zona residenziale del capoluogo? Forse L’Aquila è più adatta ad ospitare centri di migranti? Quali gli interessi in gioco? Perché creare degrado e svalutare una zona residenziale della città dell’Aquila? La politica si mobiliti immediatamente per fermare questo scempio altrimenti i residenti si organizzeranno autonomamente. Attendiamo risposte immediate altrimenti sarà mobilitazione – concludono i cittadini di Sant’Elia.





