L’AQUILA – È partita la raccolta firme per dire “no” al centro di seconda accoglienza che, secondo indiscrezioni non ancora confermate ma che hanno diffuso panico e rabbia tra la popolazione, dovrebbe sorgere all’Aquila nella frazione di Sant’Elia, in particolare nell’ex struttura alberghiera ‘Villa delle Rose-Il Fienile’.

In attesa di avere l’ufficialità della creazione del nuovo centro, una cinquantina di residenti si è riunita, questo pomeriggio, nella piazza antistante alla chiesa del paese, per discutere del problema.

I rivoltosi hanno deciso di iniziare una raccolta firme, da chiudere entro una settimana e da allegare a un esposto dove vengono riportate, nero su bianco, tutte le motivazioni del “no”.

Tra queste, la paura dei residenti in termini di sicurezza e le difficoltà di un piccolo paese ancora in fase di ricostruzione sociale, oltre che edilizia, dopo il terremoto 2009.

A discutere insieme ai cittadini Sabrina Di Cosimo, da qualche mese assessore comunale alla Cultura e prima ancora presidente di circoscrizione di Sant’Elia, tuttora in carica.

“La cittadinanza si stava ribellando, è stato dunque consigliato dalla prefettura di scrivere un esposto con annessa raccolta firme, spiegando le motivazioni per cui la struttura non dovrebbe accogliere gli immigrati – ha spiegato ad AbruzzoWeb – Il problema non nasce da una questione razziale, ma dalla mancanza di strutture e centri di aggregazione per i residenti”.

Nata e cresciuta nella frazione aquilana, la Di Cosimo ha scelto di mediare con i cittadini perché “consapevole delle difficoltà che sta affrontando il paese nel post-sisma”.

“A oggi, accogliere persone che non hanno un lavoro sociale e non sono gestiti né gestibili per il paese è un’aggravante – ha aggiunto – Non per una questione di delinquenza o sicurezza pubblica, ma per un fatto di aggregazione: abbiamo già avuto numerosi problemi con i progetti C.a.s.e. e stiamo lavorando per risolvere problemi di degrado urbano, un centro di accoglienza destabilizzerebbe il tutto”.

L’assessore ha poi concluso dicendo di aver “parlato con i proprietari della struttura che dovrebbe accogliere i migranti, ma loro negano tutto”.

Ancora nessuna ufficialità, dunque, nessun documento firmato, ma i cittadini dicono di aver notato un sopralluogo che sarebbe stato effettuato circa un mese fa dai carabinieri-forestali e da un responsabile di una onlus che già accoglie migranti nella struttura di San Bernardino in piazza d’Armi.

A sostenere le tesi dei cittadini e a supportarli in questa protesta, il segretario comunale del movimento giovanile di Noi con Salvini, Andrea Costantini.

“Siamo a favore della cittadinanza di Sant’Elia, una realtà abitativa già fortemente provata dal sisma, che manca di centri di aggregazione e ancora in ricostruzione – ha dichiarato – Noi sosterremo i cittadini e verificheremo la fattibilità di questa azione, accompagnandoli nel percorso”.

Soddisfatto della risposta da parte dei compaesani Simone Del Grosso, tra gli organizzatori dell’assemblea: “Una partecipazione che ci fa ben sperare – ha spiegato – L’esposto è pronto, verrà firmato dalla popolazione in attesa dell’ufficialità da parte degli enti preposti. Sarà possibile firmare a favore della causa presso l’edicola all’ingresso del paese, di fronte la strada statale 17”.

Altri centri, per leggere l’esposto e firmare il documento, saranno resi noti nei prossimi giorni.