L’AQUILA – Attorniato da quasi 500 lavoratori Micron di Avezzano (L’Aquila), Gianni Chiodi è uscito oggi da palazzo dell’Emiciclo e ha parlato con il megafono nella grande manifestazione di protesta sulla vertenza dopo i circa 700 esuberi annunciati dalla multinazionale americana.
Un “primo round” con confronto anche serrato e su toni duri tra governatore e dipendenti a rischio, accorsi in massa con cinque autobus nel capoluogo per chiedere la difesa di 1.623 posti di lavoro in totale.
Dopo aver ribadito l’impegno dell’amministrazione regionale, Chiodi è tornato all’interno dell’Emiciclo e, assieme al presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha presieduto una conferenza dei capigruppo in cui sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali che hanno chiesto di più alla Regione, anche se per il presidente “possiamo fare poco, ma saremo al fianco della Micron”.
Come conseguenza diretta del vertice, nel pomeriggio il Consiglio ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il presidente Chiodi e la Giunta a chiedere al ministero dello Sviluppo economico di modificare l’impostazione iniziale del tavolo di crisi aperto lo scorso 28 novembre, mirando alla salvaguardia dei 1.623 dipendenti attualmente occupati, rilanciando proposte industriali valide e sostenibili.
A Chiodi si chiede anche di aprire un tavolo istituzionale, con l’impegno diretto del Mise e del governo, per identificare le misure di sostegno industriale sulle politiche dei semiconduttori e del settore microelettronico, così da creare le condizioni di sostegno industriale a processi di riorganizzazione delle multinazionali presenti in Italia.
Si chiede infine che la proprietà della Micron si faccia garante di questi impegni, attraverso investimenti mirati a garantire soluzioni industriali e occupazionali durature nel tempo.
“Sto qui perché considero questa partita molto importante, gli altri presidenti di Regione non li trovate – ha detto Chiodi, bersagliato anche da alcune contestazioni – Ho parlato con l’amministratore delegato Micron, mi ha detto che non possiamo fare niente come Regione. Comunque stiamo pressando il ministero dello Sviluppo e la proprietà per conoscere il piano industriale”.
“Ho parlato questa mattina con il sottosegretario Claudio De Vincenti – ha poi aggiunto – Mi ha detto che possiamo convocare anche un tavolo ma senza sapere chi sono gli interlocutori non serve”. Comunque lavoratori ed esponenti sindacali spingono verso questa soluzione che, a quanto pare, ci sarà.
“Ci avrete al vostro fianco, quella della Regione sarà una presenza visibile ma non scenografica – ha detto Chiodi in conclusione – Adesso la cosa importante è trovare l’azionista che intende proseguire l’attività della Micron”.
Con il governatore c’erano anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e alcuni consiglieri regionali marsicani. I lavoratori hanno chiesto a gran voce che si parli non con il management ma direttamente con la holding americana.
“Avete creduto a un management bugiardo e avete dato fondi a Micron, guai se li prendono qui per portarli altrove!”, hanno urlato alcuni lavoratori.
“Nessuno! Nessuno!” gridavano in coro i dipendenti facendo riferimento ai posti di lavoro a rischio.
CHIODI: ”SVOLTA O SARO’ IN CAMPO A FIANCO DEI LAVORATORI”
L’AQUILA – “Il perdurare della situazione ci obbligherà eventualmente a intraprendere possibili forme di protesta nella capitale e la Regione, se necessario, scenderà in campo al fianco dei lavoratori”.
Questo l’impegno assunto oggi all’Aquila dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso dell’incontro avuto con una delegazione Micron formata da rappresentanti sindacali e lavoratori.
Per non arrivare alle maniere forti, comunque, il primo tentativo sarà quello di “chiedere con urgenza l’apertura di un tavolo di settore della microelettronica a livello nazionale, sollevando una sostanziale sfiducia verso lo scenario su cui sta incardinato oggi il tavolo ministeriale e convocare al più presto un incontro a Roma al ministero alla presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti”.
Il governatore, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, assessori e consiglieri hanno esaminato le questioni legate alla vertenza della multinazionale americana.
In stretto contatto con De Vincenti, che ha più volte contattato, Chiodi ha così sollecitato la convocazione del nuovo tavolo con la massima urgenza.
“La partita Micron – ha aggiunto – va condotta ai massimi livelli per salvaguardare lo stabilimento e l’intera forza lavoro. Il governo, quindi, cambiando il tavolo deve aprire una partita che riguardi l’intero settore della microelettronica. Questa è la base di partenza per evitare la strada dello smantellamento”.
Sindacati e lavoratori hanno sottolineato, infatti, come la Micron rappresenti una realtà industriale al top nella produzione delle memorie con un fatturato da 6 miliardi di euro. Dunque, di fatto, non sarebbe un’azienda in crisi.
Il timore è che voglia investire in altri Paesi e che oggi sia solo interessata a una soluzione industriale di basso profilo che potrà garantire una sopravvivenza di qualche anno appena.
Così come strutturato fino a oggi, il tavolo ministeriale non soddisfa pienamente sindacati e lavoratori, nonostante siano in corso comunque tentativi di salvaguardare l’occupazione e la struttura industriale.
Il principio da cui si intende partire è la necessità di cambiare logica del tavolo, puntando al un tavolo di settore, alle politiche industriali dei semiconduttori in Italia individuando così possibilità di sviluppo dello stabilimento avezzanese.
“Occorre lavorare tutti insieme in difesa di un sito industriale strategico non solo per l’Abruzzo ma per l’intero Paese – ha proseguito Chiodi – Chiediamo al governo la massima attenzione e il tavolo sulla microelettronica che possa sollecitare politiche industriali incisive per lo sviluppo di un settore strategico in raccordo con enti locali e parti sociali”.
“È in gioco il futuro di tutti i lavoratori e delle loro famiglie. Tuttavia, ci preoccupa questo avvicendamento del governo nazionale perché il rischio è che si possa rinviare la questione al prossimo governo”, ha concluso.
PAGANO: ”PRESTO UN TAVOLO TECNICO TRA LE PARTI”
“I lavoratori della Micron di Avezzano hanno tutta la mia solidarietà. La situazione deve essere affrontata al più presto e risolta. In Conferenza dei capigruppo abbiamo incontrato i rappresentanti dei lavoratori con i quali abbiamo previsto la convocazione, a breve, di un tavolo tecnico tra le parti per individuare una soluzione”.
Lo ha detto in una nota il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a margine dei lavori della Conferenza dei capigruppo, che questa mattina a Palazzo dell’Emiciclo ha incontrato una delegazione dei lavoratori Micron.
“In questo momento non servono divisioni ma concretezza, trasparenza e fattività da parte di tutti i livelli istituzionali, sindacali e imprenditoriali”, ha evidenziato il presidente.
Approvata all’unanimità, nel corso della seduta di oggi del Consiglio regionale, la risoluzione a prima firma del consigliere Giuseppe Di Pangrazio (Partito democratico) riguardante lo stabilimento Micron di Avezzano (L’Aquila).
“Il documento, che vede la firma di tutti i consiglieri in aula, è il risultato della manifestazione organizzata stamane davanti all’emiciclo dai sindacati e che ha visto la partecipazione di circa 800 lavoratori – scrive Di Pangrazio in una nota.
Alla riunione indetta a seguito delle rimostranze, dove hanno partecipato lavoratori, amministratori locali, sindacati, capigruppo regionali oltre al presidente Nazario Pagano e al governatore Gianni Chiodi, sono stati chiariti i punti, inclusi poi nella risoluzione.
Il presidente e la Giunta vengono impegnati a chiedere al ministero dello sviluppo Economico di modificare l’impostazione iniziale del tavolo di crisi aperto il 28 novembre 2012 nella direzione mirata a preservare i 1.623 dipendenti attualmente occupati, rilanciando proposte industriali valide e sostenibili.
Inoltre, si chiede l’apertura di un tavolo istituzionale, con l’impegno diretto del ministero dello Sviluppo Economico e del Governo, al fine di identificare le misure di sostegno industriale sulle politiche dei semiconduttori e del settore microelettrico, per creare le condizioni di sostegno industriale a processi di riorganizzazione delle multinazionali presenti nel nostro Pese.
Infine, la richiesta è che la nuova corporation sia garante dei punti di cui sopra, attraverso investimenti mirati a garantire soluzioni industriali ed occupazionali durevoli nel tempo.
“Invito il presidente Chiodi – conclude Di Pangrazio – a essere più presente e partecipe rispetto questa drammatica situazione che sta colpendo i lavoratori e le famiglie abruzzesi. Stiamo parlando della seconda azienda, per importanza e per occupati, della nostra Regione”.
L’ASSESSORE GATTI NON HA NULLA DA DIRE
“Assessore vuole fare una battuta?”. “Su che cosa?”. “La Micron!”. “No”.
Questo il singolare dialogo tra il cronista e l’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti.
Che, nonostante la delega specifica e la sua partecipazione al vertice di questa mattina a palazzo dell’Emiciclo, evidentemente sulla più importante vertenza occupazionale di oggi in Abruzzo non ha nulla da dire. (alb.or.)
PEZZOPANE: “LA REGIONE ESCA DAL SUO TORPORE”
“Una manifestazione imponente, come da Micron non si era mai realizzata, segno della gravità della sistuazione ma anche della voglia di non farsi mettere i piedi in testa dall’azienda e dalla incapacità politica”.
Lo scrive in una nota l’assessore del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, che ha preso parte alla manifestazione dei lavoratori Micron davanti al palazzo dell’Emicilo, all’Aquila.
“È stato emozionante e importante questa mattina stare con i lavoratori Micron e affiancare, con l’impegno dell’amministrazione comunale aquilana, il Comune di Avezzano – ha aggiunto – È necessario che la Regione esca dal suo torpore e dalla sua indifferenza dimostrata anche questa mattina, quando il presidente Chiodi nel suo intervento ha dimostrato chiaramente di avere fino a oggi sottovalutato la vertenza, di non avere ascoltato sindacati e lavoratori e di aver continuato da luglio a oggi in quella sua solita litania, che tutto va bene e che non bisogna disturbare il manovratore”.
“Ora il re è nudo, l’azienda e il suo management con cinismo e spregiudicatezza annunciano 700 esuberi, si apre il rischio di uno spacchettamento purtroppo molto simile al disastro Italtel degli anni ’80. Tutto ciò può essere ancora bloccato – ha proseguito ancora – Sono necessari passi autorevoli di tutta la Regione, sono necessarie tutte le forze politiche in campo, visto che da solo Chiodi ha dimostrato di non saper fare. Bisogna rafforzare il Tavolo Nazionale e riempirlo di contenuti, investendo nel settore internazionale della microelettronica, bisogna aprire contatti con la Holding e non solo con il management locale e anche interloquire tra Italia e Stati Uniti verificando e migliorando l’offerta territoriale di servizi”.
“I lavoratori di Micron, in questi anni, con accordi sindacali impegnativi e lungimiranti hanno fatto la forza di questa azienda. Ora questi lavoratori non possono essere abbandonati. Una vertenza così importante è una vertenza di tutto il territorio. Non solo perché centinaia di aquilani lavorano in Micron ma perché questa azienda è una forza di tutta la Regione e la Provincia dell’Aquila”, ha concluso.






