L’AQUILA – Nonostante ci sia il nome del nuovo direttore regionale per i Beni culturali, Francesco Scoppola, l’ufficialità ancora non è arrivata, con una vacatio che si protrae da mesi compromettendo il processo di ricostruzione post-terremoto del patrimonio artistico e culturale della città dell’Aquila.

A mancare è un atto ufficiale del ministero, che arriverà si spera presto. Contestualmente dovrà essere depositata alla banca d’Italia la firma del nuovo direttore per  poter effettuare i mandati di pagamento.

La sedia è vuota dallo scorso 16 aprile, quando l’allora direttore Fabrizio Magani è stato mandato a Roma.

Scoppola è attuale direttore dei Beni culturali in Umbria e ricoprirà l’incarico ad interim fino alla riforma del ministero, attesa per la fine di novembre. A quel punto il ministero dei Beni culturali e ambientali dovrà riaprire la procedura di interpello per l’incarico e individuare un nuovo dirigente.

Sulla questione interviene il segretario regionale Fp-Cisl, Elvezio Sfarra che sottolinea come “la mancanza di un referente, oltre a ingessare il processo di rinascita in una città che ha fortemente bisogno di accelerare i tempi, a cinque anni dal sisma, compromette anche la gestione quotidiana delle Sovrintendenze di settore (Bsae e Bap) e di tutti gli uffici periferici della regione”.

Il ministero dei Beni culturali e ambientali ha riaperto la procedura di interpello per l’incarico alla direzione Mibac Abruzzo lo scorso 1 agosto, per individuare il dirigente che dovrà sostituire Magani.

“In via ufficiosa, è stato fatto il nome di Francesco Scoppola, attualmente direttore dei Beni culturali in Umbria – evidenzia Sfarra – tuttavia non vi è ancora un atto formale da parte del ministero competente che ponga fine ad una carenza istituzionale che non può protrarsi oltre, in una città in assoluta emergenza e con un numero elevatissimo di monumenti e beni architettonici e culturali che hanno subìto danni con il terremoto e che necessitano di interventi importanti ed urgenti”.

“Tanto più –  conclude Sfarra – che la nuova bozza di legge sulla ricostruzione affida proprio al Mibac la supervisione di tutti gli interventi di ricostruzione dei beni ecclesiastici”. Elisa Marulli