L’AQUILA – “Ho presentato oggi appello in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Aquila sulla vicenda della metropolitana di superficie”.

Raggiunto telefonicamente, lo conferma ad AbruzzoWeb l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, che da giorni aveva annunciato e oggi ha compiuto il passo successivo dopo che, lo scorso 20 marzo, i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso della sua società Cgrt contro la delibera della Giunta comunale aquilana numero 1 che, il 7 gennaio 2009, annullò la concessione per costruire l’opera pubblica mai nata, del valore di 30 milioni di euro.

Ma Cgrt aveva già realizzato strutture e impianti e ha avviato fin da subito attraverso vari canali giudiziari un contenzioso con l’amministrazione, chiedendo il rimborso delle spese sostenute più numerosi interessi, mitigando via via le pretese per cercare un accordo a metà strada con il Comune.

Un accordo che spesso è stato affermato essere una precisa volontà politica da parte del sindaco, Massimo Cialente, ma sul quale è nata anche un’inchiesta della procura della Repubblica con il sequestro di carte.

Iannini, assistito dai legali Massimo Manieri e Claudio Verini, è reduce dall’audizione in commissione Bilancio del Consiglio comunale: un’operazione di trasparenza voluta dal presidente, Giustino Masciocco, consigliere di Sinistra ecologia libertà e fiero oppositore del progetto metro e di qualsiasi forma risarcitoria per Iannini e la sua società.

La commissione è stata investita dopo che Cialente ha scaricato sul Consiglio la decisione sul procedere o meno a una transazione con il costruttore, una volta bocciata la sua richiesta di parere consultivo alla Corte dei conti sulla fattibilità dell’operazione e sul quantum, che sarebbe stato il quinto parere sulla transazione dopo quelli dei consulenti e quelli dei dirigenti comunali.

“Come andrà a finire l’operazione delle audizioni? Il consigliere Masciocco e altri hanno detto che non serve a niente perché il Consiglio non può prendere decisioni, secondo loro sarà la Giunta a doverlo fare – rimarca Iannini – Almeno, dopo 10 anni sono riuscito a dire la mia, carte alla mano, su fatti concreti”.

“Spero che possa uscire dalla commissione una parte delle verità, che possa dare uno spunto se hanno intenzione di riprendere una trattativa per la transazione – prosegue – La mia pretesa era tra 7,5 e 8 milioni di euro, loro hanno offerto da 6 a 6,5 che avevo comunque accettato. Nessuno me lo ha messo mai per iscritto. Eppure sono sceso dai 14 milioni iniziali, rinunciando alle riserve, agli interessi passivi e moratori e così via”.

Al di là del ricorso, la sensazione è che la transazione possa riprendere. “Se i 6 milioni me li ripropongono domani mattina accetto, spero che sia un’offerta scritta, altrimenti andrò avanti, ogni giorno che passa la cifra diventa diversa – spiega l’imprenditore – So che il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, ha confermato l’intenzione di pagare i costi che ho sostenuto”.

Con il presidente della commissione Masciocco Iannini spiega di aver avuto “una interlocuzione, gli ho fatto notare alcune inesattezze, non mi ha fatto domande particolarmente significative quindi spero abbia capito quello che dicevo. Non è stato aggressivo, comunque”.

Proprio il consigliere di Sel voleva vederci chiaro sui versamenti che avrebbe dovuto compiere la ditta secondo l’accordo, in particolare se la quota del 40% a carico di Iannini fosse stata versata o meno.

“Non si parla di cash, ma ho messo la mia percentuale per i lavori che all’epoca abbiamo fatturato. Non devo riavere il 40%, ma la differenza tra quello che ho pagato e quello che mi è stato dato”, fa notare.

C’è anche il capitolo della rimessa dei treni che si trova nel quartiere di Pettino, mai realizzata e ferma al solo scheletro di metallo.

“Ho spiegato con le carte che, per conto del Comune, ho svolto un atto di esproprio volontario, totalmente pagato sia alla famiglia Bernardi sia all Edilcire Srl, ma al notaio doveva andarci il Comune per intestarsi il terreno – conclude Iannini – Oggi ce l’ho in possesso io, ma sarà il giudice a dire di chi è dopo l’istanza dei proprietari. Io non posso farlo ora ma la struttura è assolutamente utilizzabile, è solo brutto vederla ferma lì”.

LA NOTA CGRT: ”ORA TRANSAZIONE”

“Cgrt, già concessionaria del servizio di trasporto pubblico di massa della città di L’Aquila, con il patrocinio degli avvocati Claudio Verini e Massimo Manieri ha inoltrato appello dinanzi al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Aquila sulla vicenda della metropolitana di superficie”.

Come anticipato ieri da AbruzzoWeb, la società che avrebbe dovuto gestire la mai nata metro aquilana ufficializza il ricorso all’organo di secondo grado della giustizia amministrativa, in una nota diffusa dall’avvocato Manieri in cui la società dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini auspica anche “un tavolo di definizione transattiva della vicenda”.

LA NOTA COMPLETA

In particolare, la società ha rinnovato la sua istanza di recupero dei costi sostenuti per l’esecuzione dell’opera sino all’atto dell’annullamento, ribadendo la sussistenza della giurisdizione amministrativa anche sugli aspetti risarcitori e/o indennitari, quali conseguenza diretta della lesione del legittimo affidamento incolpevole di Cgrt negli atti di gara formalizzati dal Comune di L’Aquila.

È infatti necessario ribadire che Cgrt deve essere ritenuta estranea alla formazione degli atti della gara europea ritenuti dalla Corte Europea illegittimi, in quanto atti predisposti esclusivamente a iniziativa della dirigenza comunale e approvati dagli organi di Giunta comunale.

Cgrt, sul punto, prende atto che finalmente anche l’assessore alla Trasparenza e alla Legalità del Comune di L’Aquila, (Nicola Trifuoggi, ndr) in un’intervista concessa ai media regionali ha assunto, seppure dopo parecchi anni, una ferma posizione affermando che gli atti saranno re-inviati alla Corte dei conti per la valutazione di sussistenza di eventuale responsabilità contabili, evidentemente prescritte.

Cgrt evidenzia peraltro che nelle medesime eventuali responsabilità potrebbero incorrere anche gli attuali dirigenti e la stessa Giunta capitanata da Cialente; della necessità di indennizzare la Cgrt per i costi affrontati vi è infatti certezza già nella delibera di annullamento della concessione, risalente al lontano 2009, in cui si stanziavano addirittura delle somme a bilancio, posizione peraltro ripetutamente legittimata da tutti i pareri tecnico-legali (prof. Cerulli Irelli, dott. Carlea, avv. Pirozzolo, Rup Cafaggi) acquisiti dal Comune sia prima che dopo l’annullamento stesso; non v’è dubbio che da quella data i danni vadano giornalmente ad aumentare sia sotto il profilo dei costi di gestione di una società mono-scopo sia sotto l’aspetto degli interessi e svalutazione e che il cincischiare della politica, accompagnato dall’eterno rinviare della dirigenza, non ferma lo scorrere del tempo.

Considerata l’omologa indicazione di Giunta comunale, che aveva espresso già nel 2012 il proprio indirizzo politico nel senso della necessità di definizione dei rapporti con la concessionaria, Cgrt auspica che, nella pendenza dei procedimenti giurisdizionali, anche di quelli ulteriori che si andranno ad attivare, sia riattivato un tavolo di definizione transattiva della vicenda.