L’AQUILA – Il sindaco Massimo Cialente e la Giunta comunale dell’Aquila tirano dritto verso la transazione con la società Cgrt dell’imprenditore Eliseo Iannini, concessionaria della metropolitana di superficie, la tramvia leggera da 30 milioni di euro mai portata a termine, mostrandosi per nulla preoccupati dal fatto che due giorni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato documenti nell’ufficio legale e quello tecnico, in particolare quello del responsabile unico del procedimento, Carlo Cafaggi.
Un atto avvenuto su richiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila, conferma a questa testata il sindaco Cialente. Questo significa che sulla partita del risarcimento alla Cgrt si è aperta un’inchiesta penale, e non contabile, da parte della Corte dei Conti.
Ma il primo cittadino si dice anche stupito da questa visita delle Fiamme gialle.
“Sono sorpreso – afferma – secondo me è un esempio di classica giustizia preventiva perché non può esserci alcun reato, per la semplice ragione che non abbiamo ancora formalizzato nessun atto”.
Annuncia poi che in Giunta si è deciso di rendere pubblici tutti gli atti relativi alla transazione e che sarà richiesta un’ulteriore consulenza, questa volta alla sezione consultiva della Corte dei Conti.
La Procura, rivela sempre Cialente, si sarebbe mossa proprio a seguito degli articoli di AbruzzoWeb che hanno evidenziato la differenza macroscopica degli esiti delle perizie redatte dai consulenti Vincenzo Cerulli Irelli, noto avvocato, e Donato Carlea, ex provveditore interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, sui soldi che bisogna restituire come risarcimento alla Cgrt. Carlea quantifica infatti 5 milioni, mentre Irelli 8, che è la cifra richiesta dalla Cgrt.
“Mi è stato spiegato – afferma Cialente – che la Procura si è mossa alla luce della differenza di tre milioni ,come ha scritto AbruzzoWeb, tra le consulenze di Irelli e quella di Carlea. Ma io vorrei sottolineare che sono ancora stime da perfezionare, siamo ancora alla fase della raccolta ed elaborazione dei dati”.
A proposito di documenti Cialente rende noto che “oggi (ieri per chi legge, ndr) la Giunta ha accolto la mia proposta di rendere pubblici tutte le carte relative alla transazione, per fugare ogni dubbio e sospetto”.
Si tratta della relazione del responsabile unico Cafaggi, le consulenze di Carlea e Irelli, gli atti relativi alla ricognizione della correttezza procedurale della transazione a cui sta lavorando il segretario generale del Comune, Carlo Pirozzolo.
“A questa documentazione – aggiunge il sindaco – si aggiungerà quella, ritengo decisiva, della consulenza che ho già richiesto alla Sezione consultiva della Corte dei conti. In questo modo spero non ci saranno più dubbi sula procedura da seguire e sull’esatta quantificazione del risarcimento”.
La partita della transazione si incrocia con il processo amministrativo in corso al Tar dell’Aquila che nei prossimi mesi potrebbe arrivare a sentenza, sulla base del ricorso di Iannini, che ha impugnato la decisione di annullare la commessa da parte della Giunta comunale di centrosinistra, avvenuta nel gennaio 2009, chiedendo un risarcimento record da 28 milioni di euro.
Cialente, rivolgendosi in particolare al capogruppo di Sinistra ecologia libertà, Giustino Masciocco, grande oppositore del progetto, torna anche per questo a ribadire la necessità di chiudere la partita delal transazione il prima possibile: “una via onerosa ma obbligata, che ho il dovere di percorrere subito e in fretta, senza lasciare in eredità al sindaco che verrà dopo di me. Senza transazione rischiamo infatti di perdere i 6,3 milioni di finanziamenti stanziati e non spesi per ultimare la metro, che abbiamo difeso con i denti, e che vogliamo usare non più evidentemente per la metro, ma per la mobilità urbana e che il ministro dei trasporti Maurizio Lupi si riprenderà qualora l’ente non giungesse a un accordo con la concessionaria”.
Non solo, il ministero potrebbe richiedere indietro anche i 12 milioni di euro di soldi pubblici spesi per l’incompiuta, condannando il Comune al dissesto.
“Lunedì – conclude Cialente – andrò a Roma proprio a discutere di piano urbano della mobilità e per cercare di sbloccare subito quei 6,5 milioni fermi da due anni”.





