L’AQUILA – C’è chi mette su Facebook le foto del termometro della propria automobile, che questa mattina presto segnava ben 21 gradi.

C’è chi ipotizza, come  in una sorta di “Ritorno al Futuro”, di essersi svegliato nel passato, il 5 giugno anziché il 5 novembre.

C’è poi chi si dice preoccupato per questo caldo anomalo, che soprattutto per gli aquilani rimanda al terremoto.

A guardare bene il calendario, però, non c’è nulla di cui preoccuparsi: sono questi i giorni della cosiddetta Estate di San Martino, uno dei periodi più famosi della meteorologia popolare, che si verifica intorno all’11 novembre.

Un periodo mite, che dopo le prime gelate interrompe la discesa verso l’inverno alzando le temperature e rendendo il clima più gradevole.

L’Estate di San Martino deriva da una leggenda legata al santo, che compì un gesto generoso nei confronti di un mendicante che era senza vestiti: divise in due un mantello per coprirlo e ripararlo dal freddo.

Il Signore “ricompensò” il santo inviando un clima mite e temperato quando oramai stava arrivando il freddo dell’inverno.

Non è chiaro quando sia nata questa leggenda né quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al periodo di bel tempo che insorge spesso nella prime due decadi di novembre.

La spiegazione che i meteorologi danno di questi caldo è molto meno suggestiva: è grazie al Libeccio che il clima è molto più mite rispetto al periodo, in tutta l’Italia.

Il picco delle temperature è previsto per la giornata di oggi. Al Centro-Sud le temperature massime raggiungeranno anche i 30 gradi, in particolare sul Medio Adriatico e al Sud. Le temperature torneranno a scendere a metà settimana.

Non rimane dunque che godersi questi giorni di tepore, anche perché, come annunciano le previsioni meteo e come conferma noto proverbio, “l’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”. Elisa Marulli