SULMONA – La sezione giurisdizionale dell’Abruzzo della Corte dei Conti ha condannato l’ex vice sindaco di Sulmona Enea Di Ianni e il dirigente comunale Natale Benvenuto al pagamento di 10mila euro per non aver permesso l’attivazione della fornitura di 300 pasti settimanali gratuiti per i meno abbienti delle scuole materne, elementari e medie, pur avendoli pagati all’impresa appaltatrice del servizio.

Per un difetto di comunicazione tra gli uffici comunali – è in soldoni la contestazione dei giudici contabili – la cooperativa Coselp di Pratola Peligna, cui era affidato il servizio per il quadriennio 2010-2014, ha iniziato a servire i 300 pasti gratuiti solo dall’anno scolastico successivo a quello della stipula del contratto.

“La domanda risarcitoria – si legge nella sentenza – riguarda il danno sofferto dal Comune di Sulmona a seguito della rinuncia a 2.500 pasti totalmente a carico dell’appaltatrice e previsti nel contratto stipulato il 24 febbraio 2010 tra l’ente territoriale e la società cooperativa nell’ambito della fornitura della refezione scolastica per le scuole”.

La Cospel, inoltre, “si era aggiudicata la gara in virtù del maggior punteggio conseguito, tra l’altro, con la fonritura di pasti gratuiti”, ai quali il bando del Comune assegnava 2 punti aggiuntivi, e “pertanto nel contratto si era impegnata a fornire settimanalmente 300 pasti gratuiti secondo modalità, direttive ed istruzioni da concordare con il competente ufficio di Assistenza e sicurezza sociale”.

Proprio dai responsabili di quest’ultimo, secondo la magistratura contabile, dipende insomma il danno erariale. Di Ianni e Benvenuto, infatti, hanno “stipulato una transazione comportante la rinuncia all’erogazione di 2.500 pasti gratuiti”.

La Corte ha ritenuto inammissibili le obiezioni di Di Ianni e Benvenuto, che si sono difesi affermando, tra le altre cose, che non ci sarebbero stati danni alle casse dell’Ente, trattandosi di prestazioni aggiuntive e ininfluenti sul prezzo del singolo pasto, sostenendo dunque la tesi per la quale “l’avvalimento da parte dell’ente pubblico dei pasti gratuiti era del tutto facoltativo”.

La sezione giurisdizionale – presidente Federico Pepe, consiglieri Elena Tomassini e Gerardo de Marco – accogliendo le richieste del procuratore Roberto Leoni ha così condannato Di Ianni al risarcimento in favore del Comune di 9mila euro e Benvenuto di mille euro.