CHIETI – “Inserendo i contanti nell’apposita tasca per il pagamento posta all’uscita del casello, il resto che torna indietro è sempre sbagliato, ovviamente per difetto: è una truffa”.

A denunciare “la disavventura” e “un fenomeno non isolato” è un professionista abruzzese che vuole mantenere l’anonimato in riferimento alle dichiarazioni ad AbruzzoWeb ma che è pronto a metterci la faccia in caso di indagini delle istituzioni preposte.

Il casello in questione è quello di Chieti-Pescara all’uscita dell’A25, che insieme alla A24 è gestita dalla concessionaria Strada Parchi Spa dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto.

Non si tratta della prima denuncia alla nostra testata ed anche il professionista rimarca che il fatto gli è accaduto in precedenza. E denuncia che le sue segnalazioni, anche ufficiali, non hanno avuto effetto, chiedendo l’intervento delle autorità.

“Mi è già successo diverse volte, ormai siamo all’assurdo – attacca -. Ieri si è aggiunto l’ennesimo episodio: inserendo 4 euro, a fronte del pagamento di 3,40 euro, mi sono tornati indietro 20 centesimi, invece di 60. La tratta era quella Bussi-Popoli in uscita Chieti-Pescara”.

“Sono ormai diverse volte che mi trovo davanti alla stessa scena tanto che qualche mese fa – racconta -, già indispettito, ho provato a parlare con qualche operatore suonando il campanello. Ma è stato tutto inutile, impossibile riavere quanto mi spettava. Quando ho chiesto spiegazioni il dipendente mi ha fornito una risposta che mi ha lasciato ancora più allibito: ‘non può dimostrare di aver inserito quella cifra e di aver diritto a quel resto”.

Di fatto, sottolinea l’uomo, come dimostra lo scontrino emesso dalla biglietteria di Strada dei Parchi, nelle voci vengono riportati esclusivamente casello di entrata-uscita e l’importo da versare. L’importo inserito e, di conseguenza, il resto da erogare non compaiono.

“Convinto di essere stato preso in giro, per giunta più volte, ho deciso di fare l’unica cosa possibile, ovvero riempire dei moduli per una richiesta di rimborso. È stato lo stesso dipendente a darmeli ma, da allora, non è successo niente. Quell’atto resterà a loro e, se anche potesse arrivare in qualche altra sede, resterebbe fissa una questione: come si dimostra quanto ho versato se non viene riportato da nessuna parte?”, spiega ancora.

“Sono stato anche trattato come un tirchio, che ha intrapreso una futile battaglia per pochi centesimi. Ma non è così: quante persone passano da quel casello ogni giorno? So di non essere il solo ad essersi trovato in questa situazione. Credo che si tratti di un trucco semplice, a prova di verifica – aggiunge -. Non mi è dato sapere da chi sia stato congegnato ma, è certo, a fine giornata a qualcuno i conti non tornano. E quel qualcuno ci ha solo guadagnato, intascando un bel gruzzoletto extra”.

“Non è più rinviabile, a questo punto, una seria di indagine da parte delle autorità compententi. Da parte mia – conclude – sono pronto a sporgere denuncia e a collaborare per portare la mia testimonianza su una vicenda di cui, a mio avviso, non è a conoscenza la società concessionaria”.