CHIETI – “Quando Rifondazione comunista e Wwf lanciarono l’allarme per l’arrivo in comitato di valutazione di impatto ambientale (Via) degli interventi che ribattezzai ‘Megalò 2 e 3’, sembrava che fosse impossibile fermarli. Ora entrambi gli interventi hanno subito uno stop. Non possiamo che gioirne per motivi sia legati alla sicurezza e all’ambiente sia per valutazioni relative all’impatto socioeconomico di queste devastanti operazioni speculative”.

Lo scrivono in una nota gli esponenti di Rifondazione comunista in Consiglio regionale e in Consglio comunale a Chieti, Maurizio Acerbo e Riccardo Di Gregorio.

“Il tardivo risveglio di Genio Civile e Autorità di bacino va salutato positivamente ma sappiamo bene che dietro questi interventi ci sono interessi enormi e potenti sponsorizzazioni politiche”, affermano gli esponenti del Prc.

“I recenti eventi alluvionali – aggiungono – hanno mostrato in maniera inequivocabile che le nostre osservazioni e le nostre denunce erano più che fondate e che il territorio non può essere lasciato in mano ad apprendisti stregoni che trasformano in oro aree che dovevano essere vincolate. Invece di cercare di sbloccare Megalo2 e Megalo’3 politica e istituzioni devono darsi l’obiettivo della delocalizzazione Megalò 1. Restituiamo al fiume i suoi spazi!”.

“Gli investimenti vanno indirizzati verso il recupero delle aree degradate e dei nostri centri cittadini”, concludono.