ROMA – “Facciamo nostro l’appello mosso da tante associazioni affinché le Regioni si affidino ai medici di medicina generale per la prescrizione dei farmaci sottoposti a specifici piani terapeutici”.
Lo afferma in un comunicato Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, il sindacato dei medici di base. Una richiesta in questo senso è già stata avanzata da Cittadinanzattiva e molte altre realtà del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici sul tema dei piani terapeutici e della prescrivibilità dei relativi farmaci in tempo di pandemia.
“Non ci sono motivi per continuare una politica di blocco della prescrizione per questi farmaci – dice Scotti – la medicina generale è pronta ed è uno strumento che deve essere sfruttato al meglio, come succede in tutti i Paesi europei, evitando di aggiungere alla malattia anche il dolore burocratico di percorsi farraginosi che con la sicurezza dei pazienti non hanno nulla a che fare”.
Ad oggi, segnala Scotti, diverse Regioni hanno richiesto ai pazienti il rinnovo dei piani terapeutici, ottenibili solo dopo le opportune visite specialistiche. Ma nella maggior parte dei casi queste visite sono di fatto impossibili perché sono garantire solo le visite urgenti e brevi. Questo significa negare queste prestazioni, se non con lunghissime attese e quindi determinando di fatto uno stop nella cura.





