TERAMO – Moto rombanti e migliaia di persone per l’ultimo a Gianni Mazzarulli, 61 anni, dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune di Teramo e commissario di gare motociclistiche morto lo scorso 19 giugno in sella alla sua moto, in uno schianto sull’autostrada A14 tra Marotta e Fano, nel comune di San Costanzo, mentre era in viaggio per Misano Adriatico dove avrebbe dovuto lavorare per la settima tappa del mondiale Superbike.
A far perdere il controllo del mezzo a un esperto come Mazzarulli probabilmente un malore, anche se tra le ipotesi si era parlato di una disattenzione.
Il funerale di Mazzarulli, uno dei personaggi più conosciuti e stimati della città, grande appassionato di sport in generale, è stato celebrato da don Aldino Tomassetti, nella chiesa del Duomo di Teramo. All’entrata e all’uscita del feretro, una Honda degli anni ’80, la sua preferita, che lo ha ‘accompagnato’ fino al cimitero insieme a tanti altri motociclisti.
Un dolore straziante per tutti, in primis per Carmelita e Lorenzo, moglie e figlio di Gianni Mazzarulli (Lorenzo si sposerà il prossimo 5 luglio).
Mazzarulli, tra l’altro, era responsabile degli impianti tecnologici del Palascapriano, il palasport di Teramo.
Oltre ai fuori, sulla bara dell’uomo è stata posta una bandiera della Federazione Motociclistica Italiana e il suo Scudo D’Abruzzo del Moto Club Teramo.






