L’AQUILA – Un esposto alla procura e alla Corte dei Conti contro la mancata applicazione dei canoni sociali agli ex affittuari Ater trasferiti negli appartamenti del post-sismico del Progetto Case. la perentoria richiesta di rate da 50 a 100 euro al mese per far fronte alle maxi-bollette.
L’offensiva è partita dal coordinamento Erp (Edilizia residenziale pubblica), guidato dall’ex dirigente regionale Antonio Perrotti, a seguito del recapito agli inquilini del progetto C.a.s.e. di salatissime bollette arretrate, per pagamento delle forniture di gas erogate tra il 2013 e il 2014.
Il comitato ritiene che il salasso sia “iniquo, e questo perché, spiega Perrotti, occorreva applicare la legge regionale 96 del 1996 per il pagamento dei canoni sociali agli inquilini delle case popolari aquilane, che dopo il terremoto sono stati trasferiti al progetto Case, come accaduto del resto nel Teramano dopo il Sisma del 2016.
Qui invece spiega Perrotti “gli inquilini sono andati al progetto Case devono pagare un canone 4-5 volte superiore”.
Il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo si è fatto promotore di una legge regionale che impone l’obbligo dei canoni sociali per inquilini Ater a partire dal 2021, e risulta ad oggi inapplicata evidenzia per rotti
ll coordinamento chiede al Comune di “verificare le cause dei disguidi sulle bollette pervenute tardi o non pervenute agli affittuari delle Case e di rateizzare le somme richieste in mensilità da 50 a 100 euro al mese”, “di inviare per tempo le future bollette e di avere accesso alle convocazioni fatte per la manutenzione del Piano Case” e soprattutto di “sottrarre dalle cifre notificate i consumi dovuti a tutti gli appartamenti disabitati ed efficientare l’impiantistica del Progetto Case approfittando del super bonus”.
Il coordinamento ha anche avviato un esposto a nome degli ex residenti Ater che reputano di “essere stati oggetto di una vera e propria sperequazione economico/sociale, in quanto, trasferiti dopo il sisma al Progetto Case, si sono visti applicare prima dalla Protezione civile un più contenuto canone di 2,6 euro al metro quadro, poi dal 2015, in ossequio alla delibera della giunta comunale un più oneroso e pesante canone”.
Ricordando che “a seguito del sisma del 2016 agli affittuari Ater della Provincia di Teramo sono stati naturalmente e automaticamente applicati i canoni sociali regionali, mentre nel cratere aquilano gli affittuari sono stati allontanati dalla città e dai posti di lavoro con un maggior costo individuale per il trasporto di almeno 150 euro al mese e il canone mensile per loro è stato quintuplicato con evidenti danni per tutti i nuclei familiari”.
Si denuncia pertanto “il mancato coinvolgimento e la mancata intesa con gli stessi affittuari da parte del Comune, il mancato rispetto della legge regionale, le omissioni degli organi di controllo (Regione, Ater, Ufficio per la ricostruzione, ministero), la sperequazione che è stata fatta e viene ancora perpetrata nei confronti degli affittuari a suo tempo irresponsabilmente abbandonati a se stessi e oggi sottoposti all’illegittima ulteriore vessazione dei solleciti per il totale dei canoni non pagati e per il conguaglio dei consumi”.
Ad intervenire anche il consigliere di opposizione Lelio De Santis.
ll Progetto Case e Map è fuori controllo da sempre, ma negli ultimi anni fa acqua da tutti i lati, dalla manutenzione alla riscossione delle utenze. Per anni, ho richiamato l’attenzione della Giunta comunale a porre rimedio ad una gestione improvvisata, ma invano ed oggi la barca rischia di affondare, con grave rischio per la tenuta del bilancio comunale. Dopo anni di silenzio, sono state inviate bollette salate da pagare in un’unica soluzione entro il 31 agosto e riferite ai conguagli 2014-2015″, si legge nella nota.
“In questi giorni, sono stati inviati anche solleciti di pagamento per i canoni di affitto, riferiti agli anni 2018/19/20, anche di 5.000 euro da pagare in un’unica soluzione entro il 31 agosto! Siamo veramente alla provocazione: la Giunta e gli uffici hanno dormito per anni ed ora di svegliano e intendono mettere sul lastrico famiglie spesso indigenti con la richiesta di somme esorbitanti da versare in un solo colpo…le famiglie coinvolte forse debbono andare a rubare!”, prosegue De Santis.
“Le utenze ed i canoni vanno pagati da tutti, ma bisogna mettere in condizione gli inquilini di pagare periodicamente e non metterli all’angolo con i salassi finanziari, causati dai ritardi ingiustificati del Comune! Mentre invito la Giunta comunale a provvedere alla rateizzazione delle somme dovute per il gas da riscaldamento e per i canoni di affitto, ho provveduto a chiedere con urgenza la convocazione della Commissione comunale di controllo per esaminare un problema così scottante e per proporre soluzioni responsabili e concrete a tutela del dovere del Comune di riscuotere ed anche dei diritti degli inquilini di poter pagare!”, conclude De Santis.





