L’AQUILA – “Per la gara è tutto in regola e si procederà con i lavori. La Blundo in quanto parlamentare dovrebbe piuttosto darsi da fare con i suoi colleghi a cambiare le leggi per gli appalti e i tutti i limiti delle norme che rallentano le opere pubbliche”.
L’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano replica alla senatrice del Movimento5 Stelle Enza Blundo che ieri ha annunciato l’invio di una lettere al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone per fare chiarezza sull’appalto del masterplan di piazza D’Armi , “caratterizzato da un ribasso del 60 per cento molto preoccupante”.
La senatrice chiede di “bloccare subito l’appalto e rivalutare gli altri concorrenti perché il ribasso è eccessivo. Avrebbero dovuto imporre dei limiti e fare le verifiche di congruità”.
Per l’avvio dei lavori di riqualificazione urbana di Piazza D’Armi ci vorrà ancora qualche mese.
L’aggiudicazione definitiva alla Rialto costruzioni di San Tammaro (Caserta) è stata infatti eseguita circa due settimane fa. Subito dopo dovrà essere redatto il progetto esecutivo affidato alla Promedia Srl di Teramo e alla Società italiana servizi di Chieti.
“Quando si supera il limite di 5,2 milioni come nel caso di Piazza D’Armi con una gara europea, si è tenuti ad analizzare tutte le offerte, chiedendo le ragioni del ribasso e facendo dimostrare alla ditta i giustificativi – spiega Di Stefano – Se ci sono, si è tenuti ad aggiudicare. Queste cose non le fa il Comune ma dei funzionari della Cuc competenti che applicano le leggi”.
“Tra l’offerta della vincitrice e quella degli altri partecipanti – aggiunge rispondendo alla richiesta della Blundo – La differenza in percentuale per l’offerta è minima”.
Sulla legge delega licenziata dal Consiglio dei ministri che prevede come criterio di aggiudicazione obbligatorio quello dell’offerta economica più vantaggiosa e lo stop alle gare al massimo ribasso, come quella attuata per Piazza D’Armi, Di Stefano sottolinea: “attendiamo di leggere il nuovo codice degli appalti anche perché il meccanismo dell’offerta più vantaggiosa ha sempre comportato una marea di ricorsi. C’è una infatti una commissione che valuta il progetto e trattandosi di un criterio soggettivo, questo dà il via a una serie infinita di ricorsi che ti impallinano e ritardano gli appalti”.
In attesa del nuovo regolamento sugli appalti che sarà stabilito dalla una commissione interna all’Anac e presentato al Governo, Di Stefano sottolinea “l’importanza di redigere un regolamento blindato e la necessità di sottrarre la materia dei ricorsi all’autorità giudiziaria amministrativa affidandola invece all’Anac”.
“I parlamentari come la Blundo dovrebbero pensare a risolvere queste questioni – aggiunge – Affinché si possa fare un reale passo avanti lì dove questo Paese e quindi anche questa città sono impantanati da vent’anni”.
Secondo la senatrice il “Comune ha commesso un atto di leggerezza ed è giusto portare a conoscenza Cantone di quanto sta accadendo”.
“Si tratta di un progetto realizzato da dei bravissimi giovani ingegneri che ci hanno messo cuore e anima e dovrà avere un’esecuzione esemplare – conclude – Un’idea partita dal basso dalle associazioni e dal tavolo piazza d’Armi”. (m.gal)





