L’AQUILA – Dopo la bocciatura in Consiglio comunale della mozione sul masterplan per la riqualificazione dell’area ex ospedale “San Salvatore”, all’Aquila, presentata dal capogruppo del Partito democratico Stefano Palumbo, sulla questione è intervenuto con una nota Lelio De Santis, consigliere comunale e capogruppo di Italia dei Valori – Cambiare insieme. 

“Un progetto complesso che prevede la realizzazione di un Polo universitario nella zona dell’ex Ospedale San Salvatore, nei pressi del monastero di San Basilio e che considera di inglobare anche l’area oggi occupata dall’edificio dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale che verrebbe trasferita nella zona dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio” si legge nella nota di De Santis.

“Si tratta di un intervento importante e strategico, dell’importo di circa 50 milioni di euro, promosso dall’Università, che prevede il coinvolgimento di Comune, Ateneo, Arta ed Asl e che muove le sue origini nel 2003, ma che finora si è incagliato nelle pastoie burocratiche e nelle incertezze finanziarie” è il commento del capogruppo di Idv.

E sulle problematiche relative all’attuazione del progetto di riqualificazione il consigliere sottolinea come “questo masterplan è certamente utile alla città, ma presenta criticità significative ed incertezze su fondi e tempi di realizzazione, come è chiaramente emerso nella discussione in Consiglio comunale sulla relativa mozione, presentata dal collega Stefano Palumbo”.

Mozione appunto respinta con 11 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti e che avrebbe impegnato il sindaco, Pierluigi Biondi, e la giunta comunale ad “assumere la delibera di avvio delle procedure finalizzate alla sottoscrizione dell’accordo di programma” e a “sottoscrivere l’accordo di programma e portare all’approvazione del Consiglio comunale la delibera di ratifica preferibilmente entro il mese di ottobre 2017”.

“L’unica cosa certa – ha rimarcato De Santis – è che l’Arta, che ha visto il progetto, con i relativi fondi, approvato per ricostruire la sede lì dov’era, dovrebbe,non si sa quando, trasferirsi nell’area di Collemaggio”.

“E’ vero che ci sarebbe stato anche l’assenso del direttore dell’Azienda, maturato però in questo quadro tutto indefinito. Mi sembra decisamente inopportuno – ha ribadito il consigliere – impedire che l’Arta ricostruisca in breve tempo la sua sede, anche per non pregiudicare l’attuazione del  masterplan”.

E tornando sulla necessità di trovare soluzioni per rivitalizzare il centro storico con la riflessione sulle condizioni lamentate dai commercianti ha aggiunto: “In un momento in cui i commercianti sono allo stremo e tutti, compresi i sindaci Cialente prima e Biondi oggi, si dicono disponibili ad azioni per rivitalizzare il centro storico, non si capirebbe una posizione che va in tutt’altra direzione, impedendo che una struttura regionale, con diverse unità lavorative, possa riprendere le sue attività  nel centro dell’Aquila”.

“Nel frattempo si continua a pagare, dopo otto anni, un fitto di 83mila euro l’anno, come peraltro si pagano fitti per le sedi comunali di oltre un milione all’anno, con, oltretutto, il rischio di un accorpamento delle sede Arta dell’Aquila con quella di Teramo” è la constatazione.

“Il problema è antico ed i ritardi non sono certo imputabili all’attuale sindaco, ma ritengo che ci sia il modo per rimediare e per impedire il trasferimento di una struttura pubblica dal centro storico. D’altra parte, questa città e, soprattutto, il suo centro hanno bisogno di risposte e di fatti concreti oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi” ha concluso.