L’AQUILA – Una clamorosa rivoluzione negli scenari futuri dell’Aquila dal primo incontro istituzionale tra il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e il nuovo sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi.
Non si farà il ponte sulla via Mausonia, del valore di 10 milioni di euro, che era uno degli interventi-chiave previsti dall’amministrazione di Massimo Cialente, sostenuto anche dal vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli, e dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.
Inoltre, la futura sede unica del Comune sarà nel vecchio distretto sanitario di Collemaggio, sommando i 10 milioni di euro di provenienza Masterplan ai 35 milioni di provenienza Cipe, bloccati da anni, ma sottratti i fondi, ancora in quantificazione, per riqualificare l’Autoparco comunale: ovvero il posto dove il vecchio Comune, segnatamente l’ex assessore Pietro Di Stefano, oltre al sindaco, voleva realizzare proprio la sede unica. Bocciata pure questa.
L’incontro ha visto la presenza anche di Vincenzo Rivera, direttore generale della Regione, ormai braccio destro del governatore e sempre più anello di congiunzione tra le due amministrazioni, pure con l’arrivo di una maggioranza politicamente a lui lontana a palazzo Fibbioni.
Presente anche l’assessore comunale ai Trasporti Carla Mannetti, che per qualche tempo aveva collaborato con D’Alfonso come coordinatore della segreteria del presidente in coda alla sua lunga esperienza in Regione.
Una mezzoretta di colloquio fitto, ma con toni distesi: non come la prima volta quando, tra il serio e il faceto, D’Alfonso aveva rimproverato Biondi di averlo definito “sovrano” in campagna elettorale, sentendosi ribattere per tutta risposta che il termine esatto era “sultano”.
Il primo cittadino ha chiesto di modificare le finalizzazioni del Masterplan per il Sud che riguardano L’Aquila, con una netta sterzata rispetto alle strategie dei suoi predecessori.
Come detto salterà il ponte della Mausonia che aveva spaccato la città tra favorevoli e contrari: non interessa all’amministrazione, tanto che è stato anche rimosso dal nuovo Piano della mobilità urbana sostenibile (Pums).
L’idea di Biondi è di realizzare, con quei 10 milioni, un’altra grande infrastruttura in un’altra zona; forse proprio un ponte, ma diverso, non un semplice viadotto, ma anche con un significato architettonico.
Il discorso non è sceso nei dettagli, ma è stato ipotizzato un confronto con la città e con la maggioranza di centrodestra per valutare le varie ipotesi alternative.
La discussione si è, poi, spostata sulla vicenda della sede unica, bloccata da anni anche con uno scontro interno al centrosinistra tra i già citati sostenitori dell’ipotesi Autoparco e chi, invece, come il consigliere Pietrucci, auspicava il ritorno degli uffici comunali nel centro storico ricostruito e pieno di palazzi pubblici da riempire.
Né l’uno né l’altro: il quartier generale dell’ente verrà posizionato “ai pazzi”, come si dice in gergo, probabilmente bocciando l’ipotesi precedente di polo culturale che secondo le idee di Cialente avrebbe visto realizzati, nelle vicinanze della Basilica e del Parco del sole recuperati, un “palazzo della città” per associazioni culturali e sociali, un museo della mente, l’Hotel via dei Matti numero 0 nell’ambito del progetto europeo Equal, e ancora un centro congressi, un college per studenti, spazi culturali, librerie, bistrot e foresterie.
Si troverà un accordo con la stessa Regione e con l’Azienda sanitaria provinciale, che è proprietaria per gli immobili, verosimilmente non per l’acquisto ma per l’utilizzo per molti anni a fronte di investimento delle cospicue risorse, oltre 40 milioni al netto dei lavori sull’Autoparco che manterrà la sua funzione.
Quanto alla terza “macro voce” del Masterplan relativa all’Aquila, l’annosissima Variante Sud, non se n’è parlato in questa sede: sul tema è aperto un tavolo con Anas che vede presenti il vice sindaco con delega alle Opere pubbliche, Guido Liris, e lo stesso assessore Mannetti.





