L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente? Un ologramma seduto affianco al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che con il suo eloquio tardo ottocentesco è venuto in consiglio comunale a confermare nella sostanza che nel Masterplan non ci sono le risposte che l’Aquila aspettava e meritava”.

Un fiume in piena, Giorgio De Matteis, consigliere comunale di L’Aquila città aperta, che si dice del tutto insoddisfatto dell’esito del consiglio comunale straordinario di lunedi scorso, richiesto dallo stesso De Matteis oltre un mese fa, in cui D’Alfonso ha elencato gli interventi infrastrutturali previsti per il territorio aquilano, al fine di smentire proprio le accuse di De Matteis in primis, secondo cui tra la sessantina di interventi previsti in Abruzzo dal valore di 1,2 miliardi, contenuti nel documento che sarà approvato dopo domani a Roma, per il capoluogo ci sono briciole e opere non condivisibili.

D’Alfonso ha per prima cosa annunciato il reinserimento di alcune voci che erano state depennate o depotenziate, cosa che aveva mandato su tutte le furie il consigliere regionale aquilano e del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci. Ovvero i 10 milioni in più per il potenziamento del bacino sciistico di Ovindoli, Monte Magnola e Campo Felice, i 10 milioni per la pista ciclabile dell’Aterno che, nella prima bozza, beneficiava di un solo milione, gli 11 milioni anziché  5, per il potenziamento della linea ferroviaria L’Aquila-Pescara, la realizzazione della centrale unica di elisoccorso, grazie ai 2,5 milioni che l’Emilia Romagna aveva ‘donato’ a seguito del sisma del 2009. Il collegamento viario L’Aquila-Pescara  ha poi assicurato D’Alfonso, nell’allegato infrastrutture del Ministero ha priorità 4, ovvero massima.

Confermati anche i 10 milioni per il controverso Ponte sulla Mausonia e 10 milioni per l’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

De Matteis pone però l’accento su quello che non c’è, entrando nel merito anche dell’effettiva utilità di quello che è stato previsto senza “nessun dialogo e ascolto” con il territorio.

“Avevamo proposto – tuona il consigliere di opposizione – che l’aeroporto dei Parchi fosse potenziato per dare ad esso una vocazione di scalo di Protezione civile, e invece non è stato messo un euro.  Per non parlare del Centro di eccellenza e di innovazione ‘Abruzzo regione della vista’, che sarà fatto, certo, con 20 milioni di euro, ma non a L’Aquila come previsto, ma a Chieti, ed ancora non c’è nulla per interventi che ritenevamo prioritari sull’ospedale San Salvatore”.

In compenso ironizza De Matteis, “c’è qualcosa in più per le piste ciclabili tanto care al consigliere regionale  Pietrucci  e un ponte sulla Mausonia che è uno spreco di soldi e che  nessuno vuole”.

Insomma, per De Matteis “D’Alfonso è venuto a prenderci in giro, con il suo eloquio tardo ottocentesco, e la cosa grave è che al suo fianco Cialente, un ologramma, ha preso schiaffi su schiaffi in silenzio”.

Infine De Matteis accusa D’Alfonso di scorrettezza istituzionale, avendo affermato che è la prima volta che la Regione fa una programmazione degna di questo nome delle infrastrutture strategiche riuscendole anche a finanziare. “D’Alfonso è arrivato a dire – ricorda De Matteis – che ‘se trovate un euro che viene dal passato inserito nel Masterplan scrivete le mie dimissioni'”.

Una ragione per chiedere le sue dimissioni, per De Matteis, che sfodera la rimodulazione dei fondi Cipe e il contratto di programma Anas del maggio 2013 chiesti e ottenuti dalla Giunta di Gianni Chiodi, quando lui era vicepresidente del Consiglio regionale,  ed altri atti, in cui si evince che “buona parte delle opere di cui D’Alfonso ora si vanta, erano già state progettate e finanziate e in buona parte realizzate da chi lo ha preceduto, come ad esempio l’adeguamento della statale 17 L’Aquila-Navelli-Bussi, il completamento della Teramo mare e i primi tre lotti dell’Aquila-Amatrice”.