L’AQUILA – Rocco Ragone, il maresciallo del Genio militare finito ai domiciliari per i reati di corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato nell’ambito della prima emergenza post-sisma del 2009, quando era in servizio presso la Protezione civile, è arrivato in procura all’Aquila per essere interrogato dal gip Giuseppe Romano Gargarella e dal pm Antonietta Picardi.
Da quando si apprende, il suo avvocato Amedeo Ciuffetelli presenterà una memoria difensiva e chiederà la revoca dei domiciliari.
Ragone ancora non entra in aula. (m.gal.)





