L’AQUILA – Sette persone simpatizzanti di Casapound sono indagate all’Aquila per aver imbrattato mura cittadine con slogan e per aver affisso manifesti di ispirazione fascista. Lo rivela il Messaggero precisando che questi atti sarebbero stati commessi durante l’ultima campagna elettorale per rinnovare il parlamento. Tra gli episodi contestati l’imbrattamento del comitato elettorale del Pd in piazza Duomo. L’indagine sarebbe partita dopo una denuncia presentata dall’ex segretaria comunale del Pd Emanuela Di Giovambattista cui sono seguite perquisizioni e sequestri di telefonini e individuazione di messaggi whatshapp che hanno messo nei guai i sospettati per apologia del fascismo.
Naturalmente le telecamere di sorveglianza hanno aiutato gli investigatori anche se alcuni degli indagati hanno indossato dei cappucci per non farsi riconoscere. Contestata anche l’affissione dei manifesti inneggianti al vecchio regime. Le indagini sono state chiuse e ora gli indagati, tutti giovani, hanno 20 giorni di tempo per presentare le loro controdeduzioni.
Sul caso arriva un intervento di Anpi. “Le offese alla storia democratica del paese, alla dignità dell’Aquila città dei Nove martiri, al rispetto dei valori civili della costituzione e infine anche al decoro urbano sono state punite dal lavoro della Digos della Questura e dalla Procura della Repubblica dell’Aquila. La notizia è la conferma delle nostre giuste denunce del passato. Ringraziamo la Polizia e la Magistratura per aver riaffermato che non si può impunemente inneggiare al nazifascismo, offendere la memoria collettiva, minacciare gli avversari politici imbrattando i muri della città. Chi è capace di esprimersi solo in questo modo vigliacco e oltraggioso – forse sperando in qualche potente impunità politica – da oggi in poi sa di non poterlo più fare. Ci costituiremo parte civile per dare voce a tutti coloro che si sono indignati e anche ai protagonisti della Resistenza che si sono sacrificati per darci la Repubblica antifascista”.
“L’attività di indagine della Digos è stata avviata su denuncia del nostro partito, all’indomani dell’imbrattamento del comitato elettorale che il Pd aveva allestito in piazza Duomo in occasione delle elezioni politiche” si legge in una nota del Partito democratico.
“Non bastasse, nei mesi seguenti erano apparsi in città manifesti raffiguranti il fascio littorio, con frasi inneggianti alla marcia su Roma. Una vicenda gravissima, che aveva scosso la città o, almeno, le cittadine e i cittadini democratici nel silenzio, imbarazzante, dell’amministrazione comunale. D’altra parte, sappiamo dei rapporti politici del sindaco con CasaPound che, alle recenti elezioni amministrative, ha candidato alcuni suoi esponenti nelle civiche di destra. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale si esprima, stavolta, in modo chiaro e netto rispetto a fatti così gravi, e preoccupanti, che sarebbero stati commessi – ciò si evince dalle indagini – da giovani che si muovono di notte e incappucciati, agitando le campagne elettorali. Noi non staremo a guardare: se si dovesse arrivare a processo, comunichiamo fin d’ora che ci costituiremo parte civile. Chiediamo al Comune dell’Aquila di fare lo stesso”.






