ROMA – “È stato giusto esserci anche a costo di subire piccole contestazioni. Sono molto contento di essere andato personalmente, contento che c’era tanto Pd, contento di come è andata, perché è stata una grande manifestazione con parole giuste, soprattutto negli interventi che hanno concluso (quelli di Riccardi, di don Ciotti e di Landini), tre interventi forti con messaggi forti e una piazza in cui anche le nostre ragioni avevano cittadinanza”.
Lo dice il segretario del Pd, Enrico Letta, in un’intervista ad Avvenire dopo la manifestazioni di piazza San Giovanni.
Non era per non lasciare la piazza al M5s, “noi – sottolinea – ci saremmo andati comunque, perché quella è casa nostra, in quel mondo associativo ci sono i nostri naturali interlocutori”.
Non li state perdendo in favore di Conte? “Assolutamente no – risponde -. Era importante da parte nostra una presenza discreta, senza voler strumentalizzare la piazza, ma da cittadini che chiedono all’Europa una iniziativa di pace. Un messaggio che unisce sensibilità diverse”.
Quella di Milano, osserva poi, “ovviamente è una piazza diversa. Questa di Roma era chiamata dalla società civile. Quella di Milano è stata più politica, e anche lì hanno partecipato militanti del Pd. Non bisogna fare nessuna polemica o contrapposizione tra le piazze. Sbaglia chi vuole contrapporle e non è un caso che il nostro atteggiamento è di essere in tutte le piazze dove si chiede pace e dove la pace non è equidistante, cioè non mette sullo stesso piano l’invasore e l’invaso”.






