L’AQUILA – A due giorni dall’ennesimo nubifragio che ha colpito L’Aquila è il momento di un bilancio dei danni.

Tra strade chiuse parzialmente al traffico giovedì, abitazioni, soffitte e garage allagati, a piegarsi sotto la forza della pioggia è stato anche un controsoffitto dell’Università di Scienze, a Coppito 2, invasa dall’acqua, come racconta Il Centro.

Nella sede di Ingegneria poi, per tutta la giornata di ieri non è stato possibile ripristinare l’energia elettrica, che in ogni caso tornerà regolarmente funzionante già da lunedì, come assicurano i vertici di Ateneo.

Intanto, il presidente della Gran Sasso Acqua, l’avvocato Fabrizio Ajraldi, spiega su Facebook i motivi dei disservizi dovuti ai nubifragi estivi: “Le fogne sono concepite per ricevere esclusivamente le acque nere. I depuratori sono tarati per depurare e per ricevere questa tipologia di refluo. Ma di fatto così non è”. 

IL POST DI FABRIZIO AJRALDI SU FACEBOOK

Alla luce degli incessanti eventi meteorici che stanno interessando quotidianamente la nostra città e non solo, sento la necessità di esprimere a voce alta delle considerazioni, che possano chiarire all’utenza l’origine del disagio e la difficoltà che stiamo vivendo per ridurlo al minimo

Le fogne sono concepite per ricevere esclusivamente le acque nere. i depuratori sono tarati per depurare e per ricevere questa tipologia di refluo. La normativa impone il sistema duale ovvero fognature dedicate alle acque nere che per l’appunto conferiscono nel depuratore e condotte che invece smaltiscono le acque c.d. bianche / o grigie (a seconda interessino la raccolta e per l’effetto gli scoli dei tetti – bianche – o delle strade o dei piazzali impermeabilizzati – grigie per la presenza di possibili agenti contaminati).

Ebbene le seconde di fatto ( le bianche) dovrebbero essere convogliate in appositi “fossi di scolo” – la più gran parte dei quali non è pulito o addirittura ostruito da legname, manufatti e/o costruzioni ( si pensi al fosso di San Giuliano) per le grigie si dovrebbe prevedere un trattamento blando salvo poi disperderlo. Le acque bianche/grige rimangono in gestioni ai comuni i quali però non godono di alcuna copertura economica in quanto non finanziabile in tariffa e per l’effetto non riescono a programmare se non con mirati finanziamenti ( che ancora non vengono acciò destinati)

Per le acque nere, invece, esiste il sistema fognario ( dato in gestione alla Gran Sasso Acqua) la cui realizzazione manutenzione ed incremento viene finanziato in tariffa,

alla luce di quanto evidenziato, sebbene in ogni nuova realizzazione degli impianti sia richiesto la separazione per la singola utenza delle acque bianche e di quelle nere, di fatto per l’assenza del sistema dualistico nella rete pubblica, le stesse al momento del conferimento nella condotta si riuniscono.

conseguenze: il sistema fognario, che per legge e per essere finanziato in tariffa, ha una capienza che viene calcolata per abitante equivalente. di per se è adeguato per le sole acque nere e diviene insufficiente e sotto dimensionato con ingenti precipitazioni meteoriche concentrate in uno stretto lasso temporale; ciò comporta l’aumento della pressione in condotta per saturazione, e il sollevamento dei tombini per strada, dove ha la possibilità di sfogare ( ad esempio grichgie e sfiori) nonché in molti casi all’interno delle singole abitazioni non munite di valvola di ritegno a monte dell’impianto; danni alle strutture e soprattutto ai depuratori che si trovano a lavorare ingenti quantitativi d’acqua ( anche quella piovana) con caratteristiche chimiche evidentemente diverse rispetto a quelle che possono ricevere con inevitabili scompensi e criticità nel processi di depurazione.

Cosa si può fare?

Nel medio lungo periodo: con i sottoservizi nella città di L’Aquila e quando partiranno nei paesi, si sta realizzando il sistema duale della conduttura pubblica. Compatibilmente si sta ragionando con il Comune per intercettare finanziamenti per le 14 frazioni più popolose e cercare di intervenire su impianti oramai vecchi ed inadeguati.

Nel breve periodo ma sono solo palliativi e non hanno la presunzione di essere idonei ad evitare i problemi: si potrebbero dotare le unità abitative di valvola di ritenzione in modo tale che in caso di pressione della fogna chiudendosi la saracinesca si possano quantomeno scongiurare rigurgiti della fogna pubblica nella propria abitazione; dotarsi, dov’è possibile, di un sistema di rilascio ritardato in fogna delle acque bianche. con una cisterna di accumulo nella quale venga contenuta l’acqua piovana utilizzabile anche per fini irrigui, per assicurare il rilascio ritardato in fogna ( rispetto all’evento meteorico). qui si potrebbe ragionare intercettando qualche linea di finanziamento europeo per compartecipare alla realizzazione dell’opera, questo problema non è evidentemente solo della nostra città ma dell’italia Intera , rispetto agli altri grazie al finanziamento dei sottoservizi ci troveremo le principali reti adeguate, ma c’è tanto ancora da fare e realizzare.

Siamo in attesa della disciplina delle acque reflue al vaglio a Bruxelles , Utilitalia ci si sta muovendo da tempo in questa direzione, per dare certezza anche ai comuni che ad oggi non possono gestire la questione a causa del vuoto normativo e dell’inesistenza delle linee di credito dedicate.