L’AQUILA – Ironia feroce, allarme e lamentele per i disagi. C’è di tutto nelle lettere di cittadini aquilani inferociti per l’ennesimo scandalo neve che arrivano alla redazione di AbruzzoWeb.
Accuse tanto al Comune quanto alla Provincia, ritenuti entrambi responsabili del disastro.
“QUI A PETTINO NON E’ PASSATO NESSUNO”
Buongiorno. Siamo un gruppo di cittadini residenti in Via Campovalano e Via Marruvium. Desideriamo segnalare la situazione di estrema criticità nelle nostre zone che non sono state minimamente percorse da uno spartineve.
Le nostre strade, non è una novità, hanno una pendenza importante ed è difficile transitare anche con gomme termiche e catene. Stamane molti di noi non sono potuti andare al lavoro, ricorrendo all’istituto delle ferie o di permessi personali. Ma domani?
È una vera vergogna che in una città notoriamente colpita da precipitazioni nevose si arrivi a situazioni paradossali come questa! Noi siamo letteralmente isolati, impossibilitati a muoverci se non, per chi ne ha la possibilità e il coraggio, a piedi, con conseguente pericolo di fratture e scivoloni.
Tutti noi stigmatizziamo decisamente l’operato dell’amministrazione comunale, e in particolare del responsabile del piano neve, che non hanno minimamente saputo organizzare il transito degli spartineve in zone ad alto rischio come la nostra.
Inoltre vorremmo segnalare una situazione a dir poco anomala: abbiamo avuto informazione di uno spartineve che ha pulito una strada privata (Via Capo le Case – Coppito). Non ci risulta che questo servizio sia previsto per le strade non comunali. Come accadono queste cose?
Nello scorso inverno abbiamo dovuto sopperire all’assenza degli spartineve in questo quartiere pagando personalmente un mezzo privato, quest’anno non vorremmo ripeterci, visto che paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini. Distinti saluti.
“L’ARPA NON E’ PASSATA, PERCHE’ NON METTE LE CATENE?”
Lamento la mancata corsa scolastica del servizio Arpa che doveva transitare alle ore 7.20-7.30 circa a Collettara di Scoppito direzione L’Aquila. Il pulmann non è passato e i ragazzi ho dovuto accompagnare personalmente io a scuola. Visto che è già successo anno scorso, mi chiedo perché gli autisti non montano le catene per poter passare in questa frazione? Allora le altre corse montane per esempio per Rocca di Mezzo vengono sospese? oppure funziona diversamente? Cordiali saluti
Jaroszewski Konrad
“COMUNE E PROVINCIA, PENSIERI DI UN… QUALUNQUISTA”
Attila è arrivato! Ore 10,30, non posso più aspettare, ho necessità di uscire, ma lo sguardo verso la Provinciale 33 per Preturo suggerisce di prendere gli scarponi e non fidarsi di gomme termiche saggiamente già montate. Sarà una passeggiata fino ai poliambulatori ospedalieri, all’aria frizzante e con il viso rinfrescato da fiocchi gelati.
Ma uscito dalla mia solitaria stradina tutto cambia e i… sogni bucolici si sciolgono come neve al sole (giusta similitudine!).
Il prof. Cavalieri tenta invano di immettersi nella Provinciale con la sua auto, è ormai di traverso, è meglio tornare indietro e fermarsi, lo aiuto nella manovra. Lungo la discesa che immette nel centro di Coppito è… l’inferno.
C’è di tutto, come fare a narrare? Alcuni avventurosi cercano di proseguire ma il fondo ghiacciato non aiuta e gli scivolamenti richiamano note sinfoniche di leggiadre danze acrobatiche. Più avanti due macchine si sono… baciate!
Cerco di proseguire accostandomi il più possibile al margine stradale, non vorrei trovarmi in ospedale per sopraggiunte e più pericolose esigenze. Eppure c’era stato il preavviso: neve, neve, neve.
Ma un flash illumina il ricordo: il Presidente della Provincia aveva suggerito gli antichi mezzi:
pala e piccone, piccone e pala, niente spargisale e niente spazzaneve. È colpa mia, l’avevo dimenticato! Altro lampo di luce: l’assessore Moroni ci aveva tranquillizzato! Una speranza si apre: forse una possibile sinergia tra Provincia e Comune per straordinarie esigenze in favore dei poveri cittadini? Desiderio impossibile: le reciproche accuse già ammorbano l’aria.
Allora un bisogno impellente si muove dal mio intimo, voglio urlare: “Nevica, nevica, governo ladro!”. Poi penso: il detto qualunquista dovrà essere aggiornato! Continuo imperterrito nel cercare di avanzare.
Gianfranco Giustizieri




