L’AQUILA – Polemiche e disagi nella giornata di ieri per la decisione da parte di Strada dei parchi di chiudere per alcune ore i caselli dell’autostrada A25 e di interire l’accesso sul tratto Sulmona – Avezzano ai mezzi pesanti.
I caselli interessati, quelli di Bussi-Popoli, Torre de’ Passeri-Casauria e Scafa-Alanno.
In particolare, il divieto di accesso ai mezzi pesanti, a causa di una bufera all’altezza di Cocullo (L’Aquila), nel tratto stradale tra Sulmona (L’Aquila) e Pescara, ha fatto si che tantissimi camion provenienti da Pescara per le consegne di fine anno siano stati costretti ad uscire dalla A25 al casello di Sumona (L’Aquila) e si sono riversati sulle strade provinciali provocando inevitabilmente paurosi ingorghi e file estenuanti.
Situazione particolaremente critica a Pratola Peligna, anche perché gli spazzaneve lì sono intervenuti poco e in ritardo.
Inevitabili le proteste che da ieri sera rimbalzano su social network.
Presa di mira la società concessionaria della A25 e A24, che dal 1° gennaio si appresta ad applicare l’ennesimo aumento dei pedaggi che sono già tra i più cari d’Italia.
Tra i pendolari malcapitati sul tratto peligno della A25 il consigliere del Comune di Pescara Mario Lattanzio e il consigliere del Comune di Popoli (Pescara) Attilio Di Camillo.
“Caselli chiusi, manto stradale innevato, scarsa sicurezza per gli automobilisti: una situazione inaccettabile a fronte del pagamento del pedaggio che si vorrebbe anche aumentare indiscriminatamente”, commenta Di Camillo sul suo profilo facebook.
Lattanzio denuncia che “non c’erano avvisi della chiusura anche se momentanea, e le macchine in fila non erano di certo in condizioni di sicurezza, esposte alla nevicata e al vento”. (Filippo Tronca)






