L’AQUILA – Un emendamento da inserire nella prossima legge di conversione dell’ultimo decreto del governo Monti, quello dello scorso 24 aprile, per stanziare l’ormai mitico miliardo aggiuntivo per la ricostruzione.
E all’uopo da martedì prossimo si insedierà direttamente a palazzo Chigi un gruppo di lavoro con i principali protagonisti romani e abruzzesi che medieranno per scrivere la delicata norma, sulla quale è già lecito aspettarsi un fuoco di sbarramento del resto della politica italiana al momento della votazione in Parlamento: di questi tempi trovare un miliardo da spendere qui o lì è un vero e proprio lusso, non bisogna dimenticarlo.
Al di là dell’accelerazione sull’arrivo di 250 milioni già stanziati da tempo, è piuttosto questa la vera novità ‘concreta’ portato a casa da Massimo Cialente con la sua roboante protesta tra L’Aquila e la Capitale. Un gruppo di lavoro che diviene ‘tavolo’ nell’appassionato discorso del primo cittadino, in cui si spiega solo a grandi linee quello che sarà.
A descrivere più dettagliatamente ad AbruzzoWeb gli scenari che si profilano è così l’alter ego di Cialente, quel Giovanni Lolli che continua a seguire la vicenda sisma fuori dall’aula parlamentare, fatto secco da un posizionamento balordo nelle liste del Pd alle ultime Politiche, ma con molte entrature nei palazzi romani che gli consentono di avere primizie su quello che accade.
“Anziché aspettare il decreto sugli esodati e la cassa integrazione, che deve ancora essere scritto e partire con il suo iter – spiega – siccome c’è l’ultimo decreto di Monti sulla spazzatura di Napoli, nel quale c’è un cenno e L’Aquila viene nominata per via delle macerie, in sede di conversione, che arriverà entro 10 giorni al Senato, si può inserire l’emendamento che contiene il miliardo”.
Lolli sottolinea che “c’è una copertura importante da trovare, io continuo a sostenere che si debba rientrare nel meccanismo di Cassa depositi e prestiti, che non è un fatto banalissimo. Martedì è stato annunciato che partirà un gruppo di lavoro della presidenza del Consiglio con tutti i ministri interessati, i Comuni del ‘cratere’ e il Comune dell’Aquila, che dovrà scrivere questo atto”, prosegue.
Chi ci sarà? Al momento la composizione non è fissata. “In primis c’è Giovanni Legnini nella sua funzione di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Attuazione del programma, che è molto importante – snocciola ancora l’ex parlamentare – Immagino che ci sia anche il ministero degli Interni, visto quello che è successo, con il vice ministro Filippo Bubbico, e poi ci sarà a coordinare tutto Filippo Patroni Griffi, il sottosegretario che per conto di Letta segue tutta questa vicenda”.
E Lolli ammonisce anche, “se questo non dovesse avvenire dovremmo fare molto casino. Dobbiamo risolvere i problemi, ma ogni tanto le proteste vanno fatte”.






