L’AQUILA – Quando quattro soci paritari devono decidere basta un voto che va di qua invece che di là a fare la differenza. Ed è successo proprio così nel caso dell’Accademia dell’Immagine, l’ente culturale dell’Aquila nato nel 1993 che da ieri è in liquidazione, anche se questo non significa che chiuderà i battenti.
A far pendere la bilancia verso la nomina del liquidatore Luca Bruno, avvocato del capoluogo che deve ancora accettare l’incarico, è stato infatti il voto favorevole arrivato un po’ a sorpresa del socio Istituto cinematografico “La Lanterna magica”, rappresentata dal presidente Carlo Di Stanislao.
Un sì che si è affiancato a quello della Regione Abruzzo, rappresentata dall’assessore alla Cultura Luigi De Fanis e dal responsabile della segreteria del presidente Gianni Chiodi, Antonio Morgante, e a quello della Provincia dell’Aquila, per la quale è intervenuto l’assessore Giuseppe Tiberio.
E così a fare da ‘bastian contrario’ è rimasto solo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ovviamente in rappresentanza del Comune capoluogo, che ha invocato una consulenza preliminare di un esperto e invece ha dovuto sorbire l’amara nomina del liquidatore.
La deadline per il lavoro di Bruno è il 30 ottobre, solo allora, carte alla mano, i soci decideranno il da farsi, e comunque avendo come priorità la salvezza dell’ente e dei posti di lavoro.
In più un mese prima, a fine settembre, i quattro soci si riuniranno ancora per fare un punto intermedio. E il sindaco annuncia per fine agosto riunioni informali e il coinvolgimento di altri vertici istituzionali: il ministro per l’Istruzione Maria Chiara Carrozza e il sottosegretario Gian Luca Galletti.
“Non diciamo che l’Accademia sarà liquidata – premette Di Stanislao – il compito del commissario liquidatore sarà quello di fotografare e ricostruire con chiarezza la situazione e traghettarla verso il futuro, la soluzione più rapida e lineare per dare speranza. Con i ‘si dice’, ‘si mormora’, ‘si afferma’ ormai non si capisce più niente! Il mio voto è nato dalla necessità di una procedura rapida, che non ricadesse in vicende già vissute con commissari che si dimettono e presidenti che non assumono l’incarico”.
Quanto alla contrarietà di Cialente, secondo il presidente della Lanterna magica “probabilmente dal suo punto di vista la nomina significa dare la sensazione alla città che un nuovo ente aquilana viene smantellato, ma non è affatto così perché nessuno ha intenzione di smantellare nulla. Certo è che non si può più perdere tempo”.
“Il 30 settembre Bruno ci presenterà la situazione e si discuterà – chiosa – Ci saranno sempre i rimpalli politici ma almeno avremo una figura terza che ci dirà che cosa è successo e quando”.
Cialente precisa la sua posizione, “ho votato contro perché ritengo si dovesse sentire prima un esperto giurista, la situazione è allucinante – si lamenta – L’Accademia è stata abbandonata dalla Regione dopo il terremoto, fino al 5 aprile 2009 posso portare i conti e non è vero che era piena di debiti”.
“Non se ne parla di liquidarla – avverte – ma chiedo di confrontare com’era l’Accademia prima del sisma con le altre istituzioni culturali abruzzesi. I bilanci non sono stati presentati perché non esisteva più, adesso si deve ripartire”.
Il primo cittadino torna anche sulla questione del “clientelismo” denunciato da Chiodi nelle schermaglie precedenti all’assemblea. “Ancora sto aspettando che mi si dimostri. Oggi ho visto un dipendente che non conoscevo neanche, sfido a trovare una persona messa lì dentro da me o da altri”, conclude.
Per De Fanis, “l’unica soluzione era nominare una persona al di sopra delle parti che potesse tutelare legalmente i soci, l’Accademia e anche i lavoratori. Il 30 settembre ci dirà il da farsi e si apriranno scenari che spero possano essere positivi”.
L’assessore si infervora anche solo a sentir presagire scenari più foschi. “Il liquidatore liquida? No, non liquida un fico secco! – sbotta – Si guardi che succede ad Abruzzo Engineering, in quella società c’è un liquidatore, Francesco Carli, ma si lavora”.
Su una possibile strumentalizzazione politica della vicenda De Fanis glissa, “Non so, noi abbiamo agito alla luce del sole e non penso. Noi non siamo in grado di portare avanti la situazione – chiude – sono anni che non si fanno i bilanci, l’arrivo del liquidatore non significa buttare tutto a mare ma salvaguardare”.






