L’AQUILA – Le associazioni ecologiste Appennino Ecosistema, Lipu Abruzzo e Altura Abruzzo hanno presentato oggi un esposto alle procure della Repubblica dell’Aquila e di Avezzano e ai Comandi regionale e provinciale del Corpo Forestale dello Stato per evidenziare un possibile conflitto di interessi del consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, in merito all’iter di approvazione della proposta di legge regionale n. 304/2016 (Modifiche e integrazioni alla L.R. n. 3/2014 sulle foreste e i pascoli), che l’esponente di Regione Facile ha sottoscritto insieme all’assessore all’Agricoltura Dino Pepe.
Secondo il cartello ambientalista il consigliere, che presiede anche la Commissione Agricoltura, “si adopera per la presentazione e l’approvazione di una proposta di legge che, se approvata, favorirebbe direttamente il Consorzio Forestale Marsica Occidentale del quale è socio in quanto sindaco del Comune di Sante Marie (L’Aquila)”.
Le associazioni, attraverso Sarah Gregg, Stefano Allavena e Fabio Borlenghi, chiedono di sapere se in tali comportamenti non possano ravvisarsi illeciti penali, tra i quali l’abuso d’ufficio.
“La controriforma della legge regionale quadro per la tutela delle foreste e dei pascoli è stata approvata il 23 novembre scorso da parte della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale – spiegano gli ecologisti in una nota – Tra i soggetti privati che sarebbero favoriti dalle nuove norme sono inclusi alcuni importanti Consorzi forestali, uno dei quali, il Consorzio Forestale Marsica Occidentale, è costituito tra le amministrazioni comunali di Sante Marie, Pereto e Rocca di Botte ed alcuni soggetti privati (Colafor, Irmf, Gefora)”.
“La controriforma della Legge forestale, che sarà esaminata domani dal Consiglio regionale, se approvata vanificherebbe tutti i contenuti innovativi a tutela degli ecosistemi forestali e dei pascoli – aggiungono – Le foreste e le praterie pascolate sono ecosistemi di enorme importanza ecologica, cioè beni comuni che producono servizi di fondamentale utilità per tutti, e non solo beni da sfruttare.Soltanto la rapida approvazione del suo Regolamento di applicazione potrebbe garantire un’efficace tutela ed un’utilizzazione ecologicamente fondata degli ecosistemi forestali e di prateria della regione”.
“Le modifiche e le integrazioni che sarebbero apportate alla vigente legge regionale forestale consentirebbero alla Giunta regionale di adottare provvedimenti ‘temporanei’ di autorizzazione allo sfruttamento di boschi e pascoli, anche senza i necessari ed obbligatori Piani di gestione, come invece prevede la legge”.
“Persino tutto il patrimonio destinato agli usi civici – continua la nota – potrebbe essere affidato velocementeanche a privati senza scrupoli, che lo sottrarrebbero alla sua destinazioneche è per definizione di pubblica utilità. Le nuove norme proposte consentirebbero anche l’iscrizione all’Albo regionale diimprese forestali di privati e Consorzi protagonisti di decine e decine di illeciti amministrativi, legati ad uno sfruttamento eccessivo e di rapina del patrimonio forestale regionale, purché questi non abbiano comportato condanne penali”.
“La controriforma proposta dalla Giunta regionale snaturerebbe la legge quadro per la tutela delle foreste e dei pascoli, riaprendo la possibilità di uno sfruttamento selvaggio degli ecosistemi forestali e dei pascoli, come avevano già denunciato lo scorso luglio le associazioni ecologiste. Si continua a percorrere una strada tracciata da gruppi di pressione che non tollerano una gestione del patrimonio naturale regionale nell’interesse pubblico e non di pochi gruppi di potere ben organizzati”.
“La legge che già si vorrebbe cambiare non è stata mai compiutamente applicata, mancandoneincredibilmente ancora il Regolamento di attuazione, a due anni dalla scadenza del termine previsto per la sua presentazione al Consiglio da parte della Giunta regionale. Senza l’approvazione del Regolamento, che secondo la legge avrebbe dovuto definire prescrizioni e limiti d’uso di tutti i boschi e i pascoli della regione, nonché le relative procedure autorizzative, non è ovviamente possibile verificare se la modernissima legge finalmente varata all’inizio del 2014, dopo anni di attesa, sia in grado di regolamentare in modo efficace la tutela e l’utilizzazione degli ecosistemi forestali e di prateria della regione”.
“Occorrerebbe invece giungere ad una rapida approvazione del Regolamento di attuazione della L.R. n. 3/2014 – conclude la nota – in modo da disciplinare in modo certo ed univoco tutte le attività di pastorizia e sfruttamento dei boschi, oggi prive di regole certe e quindi foriere di provocare gravi danni”.






