GUARDIAGRELE  – “Nella nuova legge elettorale proposta da Marsilio il collegio unico è improponibile, perché concerti tutto sul serbatoio di voti di Pescara, l’area più popoloso dove i candidati saranno di gran lunga favoriti,  ma va considerato che rappresenta meno del 20% della fiscalità territoriale, e questo di fatto discrimina il resto d’Abruzzo, e ancoro di le aree interne montane. A questo punto, per recuperare un minimo di equità, oltre alla differenza di genere garantita dalla norma elettorale, sarebbe il caso di introdurre anche la differenza di territorio di residenza, per non creare riserve indiane”

Ruota intorno a questa provocazione il nuovo intervento dell’ex parlamentare e consigliere regionale, Angelo Orlando, che entra nel dibattito sulla nuova legge elettorale.

Nel progetto di legge di Marsilio, oltre a sparire i quattro collegi provinciali, con la costituzione di un collegio unico elettorale regionale, per porre fine al “campanilismi” e “localismi” dei consiglieri eletti, si prevede la introduzione della tripla preferenza di genere, due posti di diritto, e non più uno soltanto, ai primi due candidati presidenti della della Regione, anche se non sono risultati eletti, purché le loro liste o coalizione abbiano ottenuto almeno due seggi. Previsto un ampliamento del numero di candidati di lista. Infine una modifica nei complessi calcoli per l’assegnazione dei seggi con criterio proporzionale, alle coalizioni e singole sulla base delle rispettive cifre elettorali, senza dare più la priorità alle sole liste circoscrizionali.

L’ufficio legislativo del Consiglio regionale  ha osservato che la riforma della legge elettorale ‘potrebbe comprimere o vanificare la rappresentanza delle minoranze’, non prevedendo più un limite massimo agli eletti della maggioranza”. Rilievo del tutto infondato  per Marsilio

GLI EFFETTI INDESIDERATI DELLA “MARSILIESE”

Nell’agosto 2022 l’ufficio studi della CGIA di Mestre ha pubblicato uno studio dal titolo “ I
comuni piccoli producono più Pil delle grandi città”. Dallo studio si evince che nelle amministrazioni con meno di 20.000 abitanti è ubicato il 41% sia delle imprese italiane, sia del totale dei lavoratori dipendenti, escludendo gli occupati del pubblico impiego.

“In questa classe si produce il 39% del valore aggiunto nazionale e, se si alza la soglia, si
arriva a verificare che nei comuni sotto i 100.000 abitanti il Pil prodotto è il 66% del totale,
si impiega il 69% degli addetti nelle imprese private e le imprese ubicate sono addirittura
il 71%”.

Guardiamo ora l’Abruzzo.

Totale industria e servizi: unità locali delle imprese

comuni  con meno di 20.000 abitanti: 49 %,
20-60.000 abitanti: 32%,
60-100.000 abitanti: 6%,
oltre 100.000 abitanti; 13%.

Totale industria e servizi: addetti alle imprese

Comuni -20.000 abitanti: 52%,
20-60.000 abitanti: 30%,
60-100.000 abitanti: 6%, (7%?)
oltre 100.000 abitanti: 11%.

Totale industria e servizi: valore aggiunto delle imprese
Comuni -20.000 abitanti: 55%,
20-60.000 abitanti 28%,
60-100.000 abitanti 6%,
oltre 100.000 abitanti. 11%.

In Abruzzo, quindi, nei comuni sotto i 60.000 abitanti c’è l’83% del valore aggiunto delle
imprese! Spostiamo, per un attimo, l’attenzione su un aspetto particolare. Considerando tutta l’attenzione posta sul progetto della Nuova Pescara- in seguito NP- analizziamo il dato relativo alla capacità fiscale complessiva dei tre comuni, Pescara, Spoltore, Montesilvano, prendendo in considerazione l’anno di imposta 2020.

Reddito Irpef imponibile (valori in euro e rapporto percentuale)

Nuova Pescara (Np) 2.526.807.130
Abruzzo 15.588.168.313
NP/Abruzzo 16,21%

Imposta netta 2020

NP 504.325.843
Abruzzo 2.781.858.601
NP/Abruzzo. 18,13%

Reddito imponibile addizionale

NP 2.348.550.602
Abruzzo 14.340.354.062
NP/Abruzzo. 16,38%

Addizionale regionale dovuta

NP 40.366.234
Abruzzo 246.154.606
NP/Abruzzo. 16,40%

Se, invece, analizziamo le dichiarazioni Irpef dell’anno d’imposta 2020, sempre nel
rapporto NP/Abruzzo verifichiamo:

Numero contribuenti
NP 131.370.
Abruzzo 906.079
NP/Abr. 14,50%

Reddito da lavoro dipendente e assimilati -frequenza
NP 68.191
Abruzzo 467.736
NP/Abr. 14, 58%

Reddito da lavoro dipendente e assimilati -ammontare in euro:

NP 1.360.285.128
Abruzzo 8.630.694.869
NP/Abr. 15,76%

Reddito da pensione -frequenza
NP 44.197
Abruzzo 333.622
NP/Abr. 13,25%

Reddito da pensione -ammontare in euro:

NP 858.877.204
Abruzzo 5.497.117.588
NP/Abr. 15,62%

Reddito da lavoro autonomo -frequenza:

NP 2.804
Abruzzo 11.326
NP/Abr. 24,76%

Reddito da lavoro autonomo, ammontare in euro

NP 118.722.581
Abruzzo 459.285.479
NP/Abr. 25,85%

Reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità ordinaria -frequenza

NP 306
Abruzzo 2476
NP/Abr. 12,4%

Reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità semplificata -frequenza

NP 3533
Abruzzo 25.291
NP/Abr. 13,97%

Reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità semplificata: -ammontare in euro

NP 61.340.989
Abruzzo 356.045.894
NP/Abr. 17,23%.

Se consideriamo, poi, anche l’addizionale comunale dovuta pari a 18.064.439 €, il 18,30% rispetto a quella totale dei comuni abruzzesi, appare evidente che il fiscal gap non è certamente negativo, cioè NP non è in grado, non sarebbe in grado, di finanziare tutti i servizi-assistenza sociale, istruzione, salute, trasporti – al momento della definizione dei Livelli Essenziali di Prestazioni – i LEP- (se non si è in grado di finanziare i servizi esistenti, riuscite ad immaginare come, nelle aree interne, sia possibile, prima, creare, poi, finanziare ciò che non esiste?).

È altrettanto evidente la maggior tutela dei cittadini della Nuova Pescara per quanto
concerne il diritto alla salute. Pescara è la provincia caratterizzata dal maggior numero di posti letto nella strutture di ricovero (1260) e , inoltre, gode di una posizione assolutamente privilegiata considerando la prossimità di altre strutture ospedaliere, privata in provincia e pubbliche poco oltre i confini convenzionali.

Considerate, invece, la situazione delle aree interne, tra comuni montani e non montani in
progressivo spopolamento.

Non avrebbero i contribuenti, soprattutto ultrasessantacinquenni, di queste aree diritto ad
uniformità di trattamento? Possono bastare in quasi 10 milioni di euro stanziati per il popolamento dei piccoli centri dal “Fondo di sostegno ai comuni marginali” per 87 comuni abruzzes? Basterà il congruo finanziamento di 1.000.000 per il 202, della legge 32/2021?

Basterà il potenziamento della “medicina di prossimità” ipotizzato nel Piano per l’Assistenza Territoriale recentemente approvato dal Governo, visto che “Tale potenziamento, data la particolare orografia della regione Abruzzo, data la bassa densità abitativa nella miriade di piccoli comuni sparsi sul territorio vastissimo, non potrà prescindere dal potenziamento degli studi dei Medici di medicina generale e dei Pediatri organizzati in team (mini spoke)?

Si valuterà per questo l’eventuale dotazione di personale di studio compatibile con i vincoli di spesa”, e dato che, sempre, i vincoli di spesa uccidono, non alimentano speranze e pii desideri?

Assolutamente no!

Esiste una sola speranza, la “Marsiliese” – rigorosamente senza “g”-, la proposta di legge
elettorale del Presidente della Regione Abruzzo (come l’inno è il segno dell’unità
nazionale dopo la Rivoluzione francese, così la legge segnerà l’unità dell’Abruzzo !).

Le motivazioni di Marsilio? Eccole:  “Il mio unico obiettivo-…- è avere una legge che aiuti a selezionare la migliore classe dirigente e faccia crescere l’Abruzzo”( Ansa-L’Aquila, 10 febbraio).

“Per quello che riguarda il collegio unico: invito a vedere da dove provengono i consiglieri
eletti con sistema elettorale attuale, con quattro collegi provinciali: quasi tutti dei grandi
centri, il collegio unico non cambierebbe i rapporti di forza attuali, che sono dati da
numeri, da fattori oggettivi. Ma il vero punto di svolta, il vero vantaggio della riforma, è
piuttosto il consentire di eleggere consiglieri regionali che pensino al bene di tutto
l’Abruzzo e non soltanto del proprio paese, della propria città, della propria vallata, o
quando va bene della loro provincia” – giudizio, questo, evidentemente condiviso
dall’attuale classe dirigente che nulla ha obiettato!)-( Abruzzoweb, intervista, 15 febbraio).

Il rischio evocato dalle opposizioni? La penalizzazione delle minoranze ( ma, di grazia, se gli eletti di maggioranza e minoranza rappresentano tutti uno stesso bacino elettorale, quale sarebbe il problema?).

I dubbi poi, sulla legittimità costituzionale della legge come sono possibili in Italia, quando
abbiamo votato tre volte per eleggere il Parlamento con una legge dichiarata incostituzionale e altre due volte con leggi con seri dubbi di costituzionalità?

La “ Marsiliese”, però, se è consentito proporre un suggerimento al Presidente, avrebbe
bisogno di un correttivo per essere realmente la leva che risolleva l’Abruzzo.

Questo correttivo altro non è che una bella previsione di “liste bloccate”- naturalmente,
come sempre, dettate dal basso – con l’obbligo di rispettare non solo la differenza di genere ma anche una originalissima “differenza territoriale”.

P. S.: Tutti i consiglieri di tutti i partiti rappresentati in Consiglio Regionale, unanimemente
legati dalla certezza che un “ serbatoio” elettorale è la premessa di ipotetici più alti destini, quando plaudono alla nuova creatura e rivendicano il valore fondante del referendum popolare, non sono neppure sfiorati dal dubbio che stanno legittimando le richieste divisive di “Autonomia differenziata” delle regioni ricche del Nord, oltretutto in assenza degli stessi presupposti?