L’AQUILA – Scade lunedì alle 14 il termine ultimo per presentare in commissione i sub emendamenti all’emendamento contenente le misure per la ricostruzione e la fine del regime commissariale che il parlamento dovrà discutere ed approvare il 22 prossimo. Un provvedimento “agganciato” al decreto per lo sviluppo e che nei giorni scorsi ha incendiato il dibattito politico ed istituzionale, provocando la minaccia dei sindaci del cratere di consegnare le fasce tricolori al prefetto qualora non fossero previste misure per le seconde case nei centri storici dei borghi martoriati dal sisma del 6 aprile 2009.
L’onorevole Pd Giovanni Lolli, insieme al collega del Pdl Marcello De Angelis ne hanno predisposti quindici “e speriamo che anche gli altri parlaemntari abruzzesi degli altri partiti li sottoscriveranno, perchè la battaglia deve essere unitaria e non di partito”, frutto delle istanze dei primi cittadini del cratere, delle riunioni frenetiche di questi giorni e della volontà del Consiglio comunale.
In relazione agli immobili non adibiti ad abitazione principale, appartenenti ad un unico proprietario, motivo della sommossa di scontro nei giorni scorsi Lolli ha spiegato che “nel testo che presenteremo chiederemo che il finanziamento per le parti comuni degli aggregati sia esteso a tutte le seconde case dei centri storici del cratere. Qui non si tratta di ricostruire le case dei turisti ma di garantire la sopravvivenza dei borghi innanzitutto, e poi di creare le condizioni di sicurezza perchè in quei centri si possa tornare a vivere. Chiederemo, inoltre, che le spese sostenute dai comuni siano esentate dal patto di stabilità”.
Sulla questione dei due uffici che dovrebbero sovrintendere alla ricostruzione il parlamentare democrat ha spiegato che “la loro presenza verrà accettata per quanto riguarda il controllo e il supporto. Ma gli enti locali dovranno essere autonomi nelle decisioni e, per questo, è necessaria la presenza degli otto uffici degli ambiti territoriali, ai quali si aggiungerà quello dell’Aquila: quella dovrà essere la cabina di regia della ricostruzione”.
Perplessità, inoltre, erano state sollevate nei giorni scorsi sulla vicenda dei finanziamenti per la ricostruzione, che nel testo di legge venivano identificati non più come indennizzo bensì come contributo, con conseguenti lungaggini e procedure elefantiache per l’assegnazioni degli appalti: “Proporremo di tornare all’indennizzo”.
Per quanto riguarda le incompatibilità tra amministratori e progettisti Lolli proporrà che queste vengano estese a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione che abbiano a che fare con pratiche ed attività legate alla ricostruzione.
Altro punto nodale è quello relativo al personale assunto dopo il sisma, 352 dipendenti in tutto sparsi nei comuni e Provincia: “Stabilizzare tutti in maniera massiva non è possibile. Per questo proporremo che si arrivi a delle selezioni pubbliche, nelle quali una quota del cinquanta per cento sia riservata ai precari impiegati negli enti, mentre l’altra metà aperta a tutto il territori nazionale, a cui, comunque, i precari assunti dopo il terremoto potranno accedere. Per quanto riguarda Abruzzo Engineering, invece, proporremo il rinnovo della convenzione con gli Enti: il loro lavoro sarà fondamentale per i controlli nei cantieri, per esempio”.
Gli emendamenti riguarderanno altre questioni, come gli orfani del sisma, la restituzione delle caparre da parte dei venditori di immobili poi distrutti dal sisma per i quali c’era solamente il preliminare di vendita e destinazione dell’un per cento dei ribassi d’asta per gli appalti pubblici a un fondo per le attività sociali e giovanili.
“Per la chiusura dei bilanci del Comune dell’Aquila e degli altri enti – ha chiosato Lolli – chiederemo uno stanziamento di 35 milioni. Sarà dura ma ci proveremo”.
“Spero che gli emendamenti passino, specialmente quelli che non comportano un aggravio di spesa per i bilanci dello stato – ha aggiunto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – Nei confronti del terremoto aquilano c’è una sorta di scetticismo legato all’incoscienza di certe battaglie e polemiche che struttura commissariale e struttura tecnia di missione hanno portato avanti contro il Comune. Non nascondo la preoccupazione per l’eventuale bocciatura di certi emendamenti. Ma ciò che serve sottolineare è che questo provvediemnto che verrà approvato alla Camera non cancella la legge 77 nè le ordinanze emesse, se non nella parte in cui queste risultano superate dalla nuova normativa”. Giorgio Alessandri






