L’AQUILA – Scuole inagibili, aperture rinviate, verifiche a tappeto sugli edifici e genitori in apprensione.
In Abruzzo l’anno scolastico inizia in salita dopo il terremoto che il 24 agosto ha colpito l’Italia centrale.
Le maggiori attenzioni sono nelle province di L’Aquila e Teramo, zone sismiche e che nelle aree al confine con il Lazio hanno risentito degli effetti dell’evento tellurico.
A Sulmona (L’Aquila) l’apertura delle scuole dell’infanzia, elementari e medie slitta di una settimana, dal 12 al 19 settembre. Lo ha deciso il sindaco Annamaria Casini che ha firmato un’apposita ordinanza. Analoga la decisione del sindaco di Pratola Peligna Antonio De Crescentiis, che firmerà domani l’ordinanza.
Entrambi gli amministratori spingono per la soluzione dei moduli scolastici provvisori (Musp).
“A Pratola abbiamo perizie sismiche che danno coefficienti molto bassi, le scuole non hanno problemi statici ma non sono antisismiche”, dice il sindaco. “Ho chiesto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso di farsi portavoce con Matteo Renzi affinché si velocizzino i tempi degli appalti”, che spesso rallentano la realizzazione delle scuole anche nei casi in cui, come il Comune di Pratola, hanno fondi disponibili.
Aprono regolarmente invece le scuole superiori. De Crescentiis, che è anche presidente della Provincia, spiega che le verifiche da parte dei tecnici dell’Ente si completeranno giovedì, ma fino ad ora hanno confermato che “il patrimonio edilizio, in larga parte oggetto di adeguamento dopo il terremoto del 2009, è in buono stato”.
È solo precauzionale la scelta del sindaco di Celano, Settimio Santilli, che ha disposto il rinvio dell’apertura dell’Istituto tecnico economico, “fino all’acquisizione dei risultati dei controlli, a seguito dei quali saranno presi i provvedimenti conseguenti”, informa una nota del Comune.
Apprensione anche a Pizzoli, dove in una partecipata assemblea con il vice sindaco Gabriella Sette, i genitori hanno chiesto garanzie sulla sicurezza degli edifici scolastici.
“Abbiamo fatto le verifiche e le scuole sono agibili, ma badate bene – avvisa il sindaco Giovannino Anastasio – si tratta di verifiche di agibilità sismica, non significa che non siano vulnerabili ad un terremoto, altrimenti dovremmo chiudere il 90 per cento delle scuole italiane”.
“Sono convinto che molte mamme vivono in una casa meno sicura della scuola dove mandano i figli”, aggiunge Anastasio, che spiega come “a seguito dei lavori post-terremoto del 2009 è stata certificata l’idoneità statica e l’agibilità sismica, confermate oggi, e per me amministratore basta questo”.
“L’agibilità – spiega il sindaco, che è anche ingegnere – dipende dallo stato di conservazione dell’immobile e dal danno eventuale che può aver subito dal sisma, la sicurezza è invece la capacità dell’edificio di non subire danni in caso di un evento forte come è stato quello di Amatrice”.
Anche secondo Anastasio, insomma, “ci vorrebbe un piano straordinario nazionale di interventi”.
Il Comune, in ogni caso, ha commissionato prove sui materiali e di carico sull’edificio che ospita la scuola elementare e media, struttura di due piani degli anni Settanta, che hanno dato risultati positivi. Ulteriori dati attesi per i prossimi giorni serviranno a valutarne il livello di sicurezza.
“Per calcolare la vulnerabilità sismica della struttura daremo incarico ad un tecnico esterno, ma lo facciamo per eccesso di zelo su mia iniziativa”, aggiunge.
A Teramo le superiori inizieranno una settimana dopo l’avvio ufficiale per permettere il completamento delle verifiche mentre per le scuole pubbliche primarie restano da controllare 19 edifici su 31 e tra giovedì e venerdì il sindaco, Maurizio Brucchi, deciderà sull’inizio dell’anno scolastico.
Il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, ha intanto fatto il punto sui lavori di adeguamento in corso sulle scuole con i tecnici dell’Ente e il dirigente Leo Di Liberatore, facendo notare come “il piano di circa 5 milioni di euro per 6 edifici scolastici danneggiati dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 ha visto la definizione dei finanziamenti alla fine del 2013”.
Le scuole aprono regolarmente, ma all’stituto tecnico commerciale Pascal di Teramo rimarranno chiusi i blocchi dichiarati completamente inagibili (laboratori, auditorium, ingresso palestra e due locali per tre piani) per i quali occorre progettare gli interventi e trovare i finanziamenti, e la sede distaccata di Montorio al Vomano.
“I tecnici del consorzio Reluis per conto della Protezione civile hanno verificato che tutte le altre scuole sono tutte agibili – dice il sindaco di Montorio Giovanni Di Centa – ritardiano però l’apertura di quella di Leognano sulla quale stiamo facendo ulteriori verifiche così come ci hanno prescritto”.
Non ci sono criticità a Penna Sant’Andrea, dove sia la scuola elementare, dove si stanno ultimando in questi giorni i lavori di messa in sicurezza sismica, che quella dell’infanzia, oggetto di intervento in precedenza, “riaprono lunedì”, dice il sindaco Severino Serrani.
Il Comune ha però una settantina di richieste di sopralluogo da parte di privati ed è stato costretto ad evacuare due abitazioni del centro storico.
“L’apertura di lunedì non è messa in discussione” a Crognaleto, dice il sindaco Giuseppe D’Alonzo. “Due squadre Reluis e Protezione civile hanno effettuato ulteriori verifiche sulle scuole, dopo quelle già fatte dal Genio civile”.
Sopralluoghi sono stati effettuati, e alcune verifiche sono ancora in corso, anche sugli edifici della Provincia di Chieti, ma il presidente Mario Pupillo assicura che non è stata rilevata “nessuna lesione determinata dal terremoto” e che non cè “nessuna segnalazione di impedimento ad iniziare l’anno scolastico”.
In provincia di Pescara, invece, è stato sgomberato il plesso Mario Giardini di Penne che ospita 11 classi delle elementari e 7 classi delle medie. L’assessore all’ Istruzione, Nunzio Campitelli, ha spiegato all’Ansa come “nella mattina di mercoledì 7 settembre avremo la nuova geografia scolastica e decideremo su un eventuale slittamento dell’inizio dell’anno scolastico”.
È ancora critica la situazione della viabilità nelle zone del terremoto al confine fra Marche e Lazio, a causa della frana che ieri sera si è abbattuta lungo la Salaria, al km 159, fra il comune di Acquasanta terme e la frazione di Quintodecimo.
Nella notte ci sono stati altri piccoli crolli, e la transitabilità è consentita solo ai mezzi di soccorso, con deviazioni a tratti e conseguenti lunghe code lungo tutto il percorso.
Vigili del fuoco, operai e tecnici sono al lavoro insieme alla Protezione civile.
È stata avvertita molto bene dai terremotati delle tendopoli e da tutta la popolazione del cratere ascolano del sisma, intanto, la scossa di magnitudo 3.4 registrata dai sismografi dell’Ingv alle 7.08 con epicentro fra Arquata del Tronto e Norcia.
Secondo la Sala operativa della Protezione civile, il sisma, precedutO da altre scosse minori, non avrebbe causato nuovi crolli, ma le verifiche sono appena iniziate.
Per gli sfollati ancora paura e ancora una notte trascorsa con la pioggia.




