L’AQUILA –  I timori  dei residenti di un condominio alla Torretta di  pagare al  Comune dell’Aquila una multa di almeno 100mila euro per ritardi di 5 mesi nella fine dei lavori di ricostruzione post sisma  2009 sono stati dissipati da una sentenza della Corte di Appello che ha confermato il verdetto del tribunale: la sanzione è annullata. Una decisione importante e attuale visto che in città ci sono altri palazzi nella stessa situazione con giudizi pendenti. Condannati anche la ditta perugina Roscini  che  ha fatto i lavori  e il Comune a pagare le spese a condominio, ex amministratore e direttore lavori.

La preoccupazione del condomini, rientrati nelle case nel 2014, poggiava sul fatto che la sentenza era attesa per novembre scorso e l’allungarsi  imprevisto dei tempi  ha fatto ipotizzare una riforma: ma i ritardi  sono stati imputabili solo alla mole di lavoro della Corte. I giudici hanno  confermato la tesi per cui il contributo  di 3 milioni concesso dal Comune era stato erogato nel 2010 e pertanto a quella erogazione non si applicavano le penali stabilite da un successivo Dpcm in relazione all’appaltatore.

I giudici hanno riconosciuto poi che la causa dei ritardi fosse ascrivibile alla ditta edile che era stata oggetto anche di sollecitazioni non andate a buon fine da parte della direzione dei lavori. I condomini erano esasperati da questi ritardi,  causa anche di comprensibili malumori, ma non potevano incidere direttamente sull’operato di quella ditta a prescindere dalle intimazioni del direttore dei lavori.

La Corte, pertanto, ha condannato  il Comune di L’Aquila  ricorrente e la Società che aveva fatto i lavori  “Roscini Impianti Tecnologici S.r.l, in persona dei rispettivi legali rappresentanti, al pagamento, in solido tra loro, in favore del Condominio appellato nonché di Roberto Valeri, ex amministratore  e di  Giampaolo Capaldini,  progettista e direttore dei lavori, delle spese di questo grado del giudizio, che liquida, in  9.991,00 euro per compenso, oltre al rimborso spese generali 15%, al c.a.p. 4% e all’i.v.a. 22% come per legge”.

Il condominio è stato assistito nei due giudizi dall’avvocato Ubaldo Lopardi. Il Comune vuole fare  ricorso in  Cassazione nonostante una  “doppia conforme” a sfavore.