L’AQUILA – Francesco Quadruccio, il 36enne avvocato aquilano bloccato a Kathmandu, in Nepal, insieme al suo compagno di escursioni in montagna Francesco Vetrone, nei luoghi del terribile sisma che ha causato migliaia di morti, è stato costretto a tornare all’accampamento dell’Hotel Radisson dall’aeroporto della capitale nepalese, raggiunto con difficoltà nonostante la poca distanza dall’accampamento, ma ancora nel caos.
A dare la notizia ad AbruzzoWeb è la fidanzata di Quadruccio, la calabrese Alessia Chignoli, che vive con lui a Bologna.
Quadruccio è riuscito a inviare pochi sms alla ragazza a causa del blocco delle reti telefoniche in Nepal, Paese sprofondato in una emergenza umanitaria che sembra non avere fine.
“Io e Giulia (la sorella di Quadruccio che in questi giorni si trova a Bologna, ndr) non abbiamo certezze – le parole di Alessia al nostro giornale – ma temiamo che per oggi non potrà ripartire. Non sappiamo in che modo sono riusciti ad andare in aeroporto”.
“Lui e Francesco dovrebbero incontrare nel pomeriggio, ora italiana, una rappresentanza dell’Ambasciata italiana a Nuova Deli, in India, visto che in Nepal c’è solo il Consolato – prosegue – Dovrebbero effettuare una sorta di ricognizione degli italiani presenti, quindi crediamo che, se organizzeranno qualcosa per il rientro, avranno bisogno di tempo”.
“Sappiamo che hanno ancora acqua e cibo”, dice ancora Alessia. Quadruccio si trova in Nepal dal 13 aprile scorso. Pochi giorni prima del sisma, di magnitudo 7.9 della Scala Richter, insieme a Vetrone aveva realizzato il sogno di fare un’escursione su quell’Everest poi colpito da terribili valanghe originate dal terremoto.
Diversi gli escursionisti, italiani e non, di cui si sono perse le tracce. Al momento del sisma, Quadruccio e Vetrone, che alloggiavano in un hotel nella zona turistica di Thamel, erano vicino allo Yak&Yeti Hotel, in un luogo più “fortunato” rispetto agli altri letteralmente annientati.
Su indicazione della Farnesina alla fidanzata, i due hanno raggiunto l’accampamento del Radisson, che dista pochi chilometri dall’aeroporto.
Il problema, però, è rappresentato dai crolli e dal caos che si incontrano lungo la strada.
Alessia e Giulia, appena li hanno, comunicano gli aggiornamenti sulla pagina Facebook di Quadruccio.
I due aquilani hanno raggiunto l’aeroporto di Kathmamdu quasi sicuramente con un mezzo e non a piedi, perché in strada la situazione è terribile, ma i voli non ci sono.
Tantissima gente si è ammassata all’aeroporto, ci sono state addirittura cariche della polizia. Sono stati quindi costretti a tornare all’accampamento del Radisson.
Il volo di ritorno che avevano prenotato è stato confermato alla fidanzata dalla compagnia aerea per dopodomani, mercoledì 29 aprile.
Il volo seguirà l’itinerario Kathmandu-Mumbai-Mumbai-Parigi-Parigi-Bologna.
Tuttavia, al momento, non si sa come e se i due saranno in condizione di partire.
Al Radisson stanno garantendo acqua e cibo. Stanno con i sacchi a pelo e sono esausti. Le comunicazioni via sms sono ridotte all’osso, lui le scrive cose “Sto bene, acqua e cibo ok, batteria pure”.
CONSOLE ITALIANO IN ARRIVO: SI SPERA IN UN VOLO DI STATO
Il console italiano è in arrivo a Kathmandu, capitale del Nepal colpita e distrutta due giorni fa da un terremoto di magnitudo 7.9 della Scala Richter, per iniziare tra l’altro a coordinare la ricognizione e i rimpatri degli italiani rimasti bloccati.
A dare la notizia ad AbruzzoWeb è Alessia Chignoli, fidanzata dell’avvocato aquilano Francesco Quadruccio, uno dei 300 italiani ancora a Kathmandu.
La Chignoli ha ricevuto un sms pochi minuti fa da Quadruccio, il quale le ha scritto, tra l’altro, che cercherà di capire se sarà possibile ripartire domattina o al massimo dopodomani, mercoledì 29, giorno del volo di ritorno per l’Italia prenotato al momento della partenza di due settimane fa.
Magari, vista la terribile situazione in cui versa l’aeroporto della capitale nepalese, con un volo di Stato, dopo che oggi lui e Vetrone hanno cercato fortuna proprio in aeroporto, trovando però solo una folla enorme, caos e assistendo alle cariche della polizia.
Quadruccio, accampato nel piazzale dell’Hotel Radisson, si trova in Nepal dal 13 aprile scorso insieme al suo amico Francesco Vetrone, bolognese (Quadruccio vive e lavora a Bologna da anni), con il quale pochi giorni prima del sisma ha effettuato un’escursione sull’Everest poi “segnato” da valanghe e slavine provocate dal sisma (diversi gli italiani ancora dispersi).
Intanto nel paese continuano fortissime scosse di assestamento.





